Cellule staminali ematopoietiche,aritmie cardiache

Quanto è vasto il campo di applicazione delle cellule staminali ematopoietiche? Una domanda alla quale è difficile rispondere, se non dicendo subito la cosa più importante, ogni patologia richiede un percorso di studi specifico, richiede degli specialisti che facciano ricerca, studino per anni una malattia, per capirne il decorso e in molti casi la soluzione e l’origine.

cellule staminali e cardiomiocitiPer questo motivo è bene subito chiarire un punto preciso, le cellule staminali ematopoietiche hanno un grande potenziale, sicuramente il tempo e la ricerca, sapranno individuare le patologie per le quali possono essere utilizzate, oggi nella situazione attuale, parlare di staminali vuol dire per prima cosa specificare che non sono applicabili a tutti i campi.

cellule staminali ematopoietiche, modelli diversi

Per meglio dire, potenzialmente si, tuttavia solo la ricerca e la sperimentazione con un metodo scientifico, possono affermare con sicurezza per quali tipi di patologie sono applicabili, nel frattempo la ricerca va avanti, lo studio delle varie patologie, fornisce nuove chiavi di letture e nuovi ambiti di applicazione.

Oggi parliamo di cardiomiociti (consentono la generazione e la trasmissione dell’impulso contrattile) derivati dalle cellule staminali embrionali umane e delle staminali pluripotenti indotte, due ricerche diverse e due metodologie che confluiscono in un’unica precisa direzione, quella di poter riprodurre modelli attendibili di insufficienza cardiaca, un modo per riuscire a mappare e tracciare le patologie cardiache.

L’utilizzo di cardiomiociti derivati dalle staminali e le pluripotenti indotte, serve a produrre modelli di comportamento specifici legati alle patologie cardiache, si parla di aritmie, scarsa capacità del muscolo cardiaco in termini di contrazione, queste cellule dovrebbero servire da schermo, per aiutare la medicina moderna a individuare la tossicità di  composti sperimentali e clinici.

Un passo in avanti in questo senso è quello legato all’utilizzo di queste due differenti combinazioni di cellule, per mappare in maniera precisa patologie complesse a lungo termine nel funzionamento del muscolo cardiaco, si parla di ipertrofia che porta verso l’insufficienza cardiaca.

Gli attuali studi fatti su modelli animali e sul miocardio umano, hanno evidenziato uno sviluppo complesso nelle reti ipertrofiche, questo rende ancora più complesso lo scenario di terapie possibili che si possono applicare.

Lo scopo di questa ricerca condotta su nuclei di cellule di natura diversa è quella di arrivare a produrre farmaci più efficaci, in grado di analizzare questi comportamenti complessi e avere una risposta adeguata.

 

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