cellule staminali, regressione e cura diabete 1

Cellule staminali, un argomento che spesso occupa pagine e pagine di giornali e notizie lette sul web, un serbatoio di vita dall’alto potere rigenerativo che la vita nella sua fase iniziale, è in grado di regalare a tutti, purchè ci sia sufficiente consapevolezza di come possano essere usate in vari campi della medicina e possano curare specifiche patologie.

produzione di glucosio per diabete 1Un punto sul quale fare chiarezza e molto importante da sottolineare, le cellule staminali non curano ogni forma di patologia esistente nell’ambito umano, il loro potere rigenerativo attualmente è testato per alcuni tipi di patologie specifiche, nelle quali la ricerca medica, grazie a trial clinici approfonditi, ha potuto testarne l’efficacia.

Per altre forme di patologie, individuiamo in tal senso alcuni tipi di tumori, o malattie degenerative del sistema nervoso, possiamo dire che le staminali possiedono un potenziale di utilizzo non indifferente, tuttavia la ricerca impiega anni per fornire in tal senso certezze,  gli studi clinici spesso sono molto lunghi, bisogna  ricordare che solamente  in questo modo, sono in grado fornire prove evidenti di successo e utilizzo su pazienti ammalati.

Attualmente la ricerca medica e il campo delle staminali è legato molto spesso a processi di riprogrammazione delle cellule adulte, parliamo di stadi ai quali vengono riportate le cellule, infatti oggi è possibile indurre cellule adulte a cellule staminali pluripotenti, in questo stadio è possibile coltivarle per determinati scopi.

Celle della pelle, sono state prelevate e riprogrammate in maniera tale da diventare produttori di insulina, impiantate in topo diabetici, sono state in grado di regolare il livello di glucosio in maniera stabile. Una scoperta molto importante, fatta da un gruppo di ricercatori dell’Iowa.

Una strategia che in futuro potrebbe essere utilizzata per combattere il diabete di tipo 1 in pazienti giovani, il presupposto della ricerca è stato quello di curare i pazienti diabetici con cellule provenienti da loro stessi. Questo consentirebbe di accorciare le lunghe liste d’attesa per quei pazienti che necessitano di un trapianto di pancreas.

In questo modo si potrebbero anche evitare i casi di rigetto, trattandosi di cellule adulte prelevate dallo stesso paziente indotte a staminali pluripotenti, successivamente differenziate in cellule adulte adibite alla produzione d’insulina.

 

 

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