Donare il cordone ombelicale, diabete 1

La ricerca sulle cellule staminali nel mondo continua senza sosta, alla ricerca di potenziali cure che possano domani curare patologie che oggi sono piuttosto complesse, in tutto il mondo esistono ricercatori che spendono la propria vita alla ricerca di cure, questo applicando l’alto potenziale delle staminali nei processi rigenerativi.

donare il cordone ombelicale, diabete 1Occorrono anni, uno studio approfondito della malattie per cercare di comprenderne fino in fondo i meccanismi e una grande passione per la ricerca, passando per sperimentazioni varie, in alcuni casi fallimenti, in altri per tentativi, molto spesso accade di trovare una possibile cura a una malattia che fino a questo momento non l’aveva.

Donare il cordone ombelicale, cellule staminali beta

La ricerca sulle cellule staminali nel mondo continua senza sosta, alla ricerca di potenziali cure che possano domani curare patologie che oggi sono piuttosto complesse, in tutto il mondo esistono ricercatori che spendono la propria vita alla ricerca di cure, questo applicando l’alto potenziale delle staminali nei processi rigenerativi.

Occorrono anni, uno studio approfondito della malattie per cercare di comprenderne fino in fondo i meccanismi e una grande passione per la ricerca, passando per sperimentazioni varie, in alcuni casi fallimenti, in altri per tentativi, molto spesso accade di trovare una possibile cura a una malattia che fino a questo momento non aveva una cura.

Dagli Stati Uniti arriva una notizia molto positiva, un gruppo di ricercatori dell’università di Harvard, esperti nel campo delle staminali, ha fatto un grande passo in avanti nella cura del diabete di tipo 1, una condizione che colpisce circa 3 milioni di americani ogni anno, un costo sociale notevole.

Tramite cellule staminali di tipo embrionale come punto di partenza, i ricercatori sono stati in grado di produrre per la prima volta in assoluto, cellule beta produttrici di insulina, questo in quantità considerevoli, lo studio e la scoperta sono stati guidati da Doug Melton, una ricerca intrapresa molto tempo fa, circa 23 anni.

Entrambi i figli dello ricercatore hanno il diabete di tipo 1, per questo motivo la sua vita è stata interamente dedicata alla ricerca di una possibile cura, le cellule beta staminali, sono attualmente in fase di sperimentazione non sull’uomo, infatti prima di poter testare una cura sull’uomo, occorre creare dei modelli di sperimentazione efficaci che siano testate e sicure per l’uomo.

Cerchiamo ora di capire qual’è la dinamica di questa patologia, il diabete di tipo 1 è una malattia metabolica autoimmune, per motivazioni ancora sconosciute, il meccanismo di produzione di cellule beta pancreatiche, indispensabili per la regolazione di glucosio nell’organismo umano, viene bloccato dal nostro organismo.

In pratica il corpo le rifiuta combattendole come virus e distruggendole, questo causa uno scompenso in termini di insulina, costringendo il paziente a frequenti iniezioni durante il corso della giornata.

Dagli Stati Uniti arriva una notizia molto positiva, un gruppo di ricercatori dell’università di Harvard, esperti nel campo delle staminali, ha fatto un grande passo in avanti nella cura del diabete di tipo 1, una condizione che colpisce circa 3 milioni di americani ogni anno, un costo sociale notevole.

Tramite cellule staminali di tipo embrionale come punto di partenza, i ricercatori sono stati in grado di produrre per la prima volta in assoluto, cellule beta produttrici di insulina, questo in quantità considerevoli, lo studio e la scoperta sono stati guidati da Doug Melton, una ricerca intrapresa molto tempo fa, circa 23 anni.

Entrambi i figli dello ricercatore hanno il diabete di tipo 1, per questo motivo la sua vita è stata interamente dedicata alla ricerca di una possibile cura, le cellule beta staminali, sono attualmente in fase di sperimentazione non sull’uomo, infatti prima di poter testare una cura sull’uomo, occorre creare dei modelli di sperimentazione efficaci che siano testate e sicure per l’uomo.

Cerchiamo ora di capire qual’è la dinamica di questa patologia, il diabete di tipo 1 è una malattia metabolica autoimmune, per motivazioni ancora sconosciute, il meccanismo di produzione di cellule beta pancreatiche, indispensabili per la regolazione di glucosio nell’organismo umano, viene bloccato dal nostro organismo.

In pratica il corpo le rifiuta combattendole come virus e distruggendole, questo causa uno scompenso in termini di insulina, costringendo il paziente a frequenti iniezioni durante il corso della giornata.

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