hiv, nuove possibili frontiere

L’Aids è stato il grande male del secolo scorso, per un certo periodo se n’è parlato molto di più del cancro, compromettere completamente il sistema immunitario delle persone e renderle attaccabili a qualsiasi tipo di virus è quello che l’Hiv è in grado di fare. Non si conosceva molto all’inizio e non esistevano cure per combatterla.

hiv e cellule TPer fortuna la ricerca ha fatto degli enormi progressi e l’hiv è diventato un male curabile. Non esistono ancora casi di guarigione ma gli attuali farmaci anti aids aiutano milioni di persone ad allungare la loro vita. Un meccanismo molto sottile e intelligente rende il virus estremamente sfuggente, cerchiamo ora di spiegare con parole semplici la dinamica del virus.

Hiv e materiale genetico

L’Hiv è in grado di integrare il proprio materiale genetico nei cromosomi di alcune cellule bianche del sangue, in questo modo mimetizzandosi, riesce a sfuggire a tutte quelle che potrebbero essere la difese immunitarie e le risposte messe in atto dal nostro organismo.

Attualmente esistono due nuovi studi che utilizzano anticorpi artificiali in grado di indirizzare la risposta immunitaria del nostro organismo verso queste cellule latenti in maniera infetta. Come sempre le ricerche in tal senso sono promettenti ma comportano anche dei rischi oggettivi.

I documenti presenti online su queste ricerche parlano di anticorpi artificiali che hanno una forma specifica a Y.  Questi anticorpi sono progettati in modo tale da riuscire a stringere una proteina HIV e Cd3, un recettore presente sulla superficie delle cellule bianche.

L’azione di questo anticorpo artificiale è mirato sul recettore Cd3, il motivo è legato al fatto che l’Hiv nel suo meccanismo di diffusione, si nasconde e nasconde il proprio Dna all’interno di cellule bianche o linfociti T. Questi possiedono i recettori Cd3.

La sua azione si sposta poi su un secondo tipo di linfociti Cd3 noto come cellule T, in grado di distruggere le cellule infette da Hiv.

Le sue due braccia agiscono in questo modo, da una parte un braccio afferra una cellula T della cellula killer in grado di distruggere quelle infette dall’Hiv, il secondo braccio trova cellule che hanno attivato proteine di Hiv sulla loro superficie.

Il killer della cellula T viene portato verso la cellula infettata. Gli studi sono ancora in fase iniziale, tra le altre cose possono presentare effetti collaterali non da poco, gli anticorpi anti Cd3, possono causare l’attivazione di troppe cellule T, attivando processi infiammatori che causano il danneggiamento di organi.

La ricerca deve fare ancora molta strada per poter dire di avere trovato una cura definitiva all’Aids.

Fonte: http://news.sciencemag.org/biology/2015/10/designer-antibodies-may-rid-body-aids-virus

Categories: News dal Mondo,Ricerca scientifica

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