La malattia non è un qualcosa di pubblico ma un dolore intimo!

La malattia si vive con pochi intimi!

La malattia, una parola che spaventa molte persone. Fa venire in mente sofferenza, momenti di difficoltà personale che dobbiamo riuscire a superare, persone con le quali magari viviamo questi momenti. Oggi però qualcosa è cambiato. Il dolore sembra aver acquisito una sua autonomia dalla persona che lo vive.

Spesso durante trasmissioni, programmi televisivi di approfondimento, si parla in maniera tranquilla del problema di salute di una persona, spesso si racconta nei dettagli quello che avviene, le cure che si fanno e come personalmente la si sta combattendo.

Vengono definiti vip, persone che hanno una certa rilevanza perché magari lavorano in televisione, in programmi che molte persone seguono. Improvvisamente se si ammalano, vengono invitati a trasmissioni pubbliche dove il loro dolore viene analizzato in ogni aspetto.

La malattia raccontata da un vip!

Durante il corso di queste lunghe interviste, l’intervistato racconta nei minimi dettagli la propria esperienza personale, parlando del suo rapporto con la malattia, di come i medici che lo stanno seguendo lo aiutano, di come gli amici si sono stretti vicini a lui e al suo problema.

Non vogliamo assolutamente dire che parlare della sofferenza che una persona sta vivendo sia sbagliato, resta però il fatto che è come se si creasse una linea di demarcazione tra il personaggio pubblico e le persone comuni.

Quanti in questo momento stanno affrontando momenti di difficoltà personale, malattie fisiche o psicologiche? Non vengono certo intervistati da conduttrici conosciute in programmi televisivi seguiti da molte persone. Sembra che questo modo di operare, crei una sorta di divisione anche nella malattia.

Esistono quindi persone di serie A perché magari legate al mondo dello spettacolo il cui dolore è più importante di quello di altri? Esistono quindi persone di serie B che in silenzio affrontano la propria malattia, senza avere i riflettori puntati addosso.

Sono domande che ci poniamo come redazione del blog News Scienze, chiedendoci se sia effettivamente corretto dare così tanto spazio al dolore di personaggi pubblici. La domanda vera che ci poniamo è se sia giusto che il proprio dolore sia portato in televisione

Esistono nel mondo ricercatori, scienziati, strutture mediche di eccellenza che nel silenzio più totale conducono ogni giorno una battaglia con il dolore e la sofferenza, cercando cure e nuovi farmaci.

Questi centri di eccellenza sono sparsi un pò in tutto il mondo, lavorano in silenzio, spesso senza avere a disposizione sufficienti finanziamenti per poter lavorare con gli strumenti più adeguati.

La televisione si occupa poco di questi aspetti legati alla malattia, come se la ricerca, la fatica e gli errori della scienza non contassero. Eppure le nuove cure sperimentali nascono dalla volontà di persone che credono fermamente che la ricerca possa dare un contributo importante nel debellare alcune malattie.

Si parla poco di questi aspetti della medicina e della ricerca, meno ancora si parla di tutte quelle persone che noi definiamo il “popolo silenzioso” della sofferenza che ogni giorno combatte una battaglia con il proprio male.

Esistono riviste scientifiche dove ogni giorno vengono pubblicate notizie interessanti che sono piccoli passi in avanti nella cura di malattie piuttosto complesse. Eppure questi aspetti della scienza, della medicina non hanno alcuno spazio in questi programmi televisivi.

Il dolore utilizzato come cassa di risonanza per fare pubblico e suscitare interesse sembra diventata la priorità di molti programmi televisivi.

Eppure noi pensiamo invece che la sofferenza sia un qualcosa di molto intimo, una battaglia che la persona deve portare avanti avendo magari vicino solo i suoi cari. Questo dovrebbe valere sia per le persone comuni che si ammalano e che vivono grandi dolori sia per i personaggi pubblici.

Non esistono dolori di serie a o di serie b, esistono le persone che si ammalano e che devono trovare soluzioni alla propria malattia, contando sulla competenza di medici seri e attenti.

La vera sfida non è parlare della propria malattia ma avere strutture che siano in grado di dare le cure più giuste per quel tipo di problema. Nonostante gli errori, nonostante la medicina non sia una scienza esatta e gli uomini di scienza sbaglino è la nostra unica speranza.

Cerchiamo allora di dare la giusta rilevanza a tutti i ricercatori che nel mondo ogni giorno si alzano e studiano nei laboratori di ricerca nuovi vaccini e nuove cure.

 

 

 

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