la mente umana e il sogno, studio del San Raffaele

L’uomo è un organismo estremamente complesso e per certi versi molto evoluto, nel corso dei nostro approfondimenti abbiamo spesso parlato di malattie fisiche e di come queste incidano sulla qualità della vita che viviamo.

mente umana e psicosiTuttavia la mente umana merita un’approfondimento, ricordiamoci sempre il nostro benessere mentale, influenza fortemente la capacità di affrontare un male fisico. Alcuni ricercatori associano alla malattia fisica un disagio mentale, certamente è vero che la mente è collegata al corpo.

La mente umana e il cervello sono la cabina di regia del nostro corpo, il dolore, la sofferenza e la consapevolezza della malattia, sono tutte attività che riguardano il funzionamento del nostro cervello.

Maggiore è la comprensione dei meccanismi che governano la mente, migliore sarà anche per la ricerca e la medicina in generale di incidere su questi meccanismi per aiutare un paziente a combattere un male, fisico e psicologico.

Sogno e fantasia sono alcuni dei meccanismi che la mente umana mette in campo quando non è cosciente, capire meglio quali sono le aree coinvolte in questo processo, può essere molto utile.

Uno studio italiano, composto da un team di ricercatori coordinati da Francesco Benedetti, Capo Unità Psichiatrica e Psicobiologia clinica dell’IRCSS Ospedale San Raffaele, ha sviluppato una sorta di modello sperimentale, legato alle aree del cervello che si occupano della rievocazione di sogni e fantasie.

Durante una singola sessione di risonanza magnetica funzionale, è stato chiesto ai soggetti di rievocare e narrare i propri sogni e le proprie fantasie, raccolti un un diario il mese prima. Durante questo esperimento, si attivano delle aree celebrali specifiche, legate all’emisfero destro.

Le aree in questione, giro frontale inferiore e giri temporali medio e superiore, si attivano durante il racconto delle fantasie, per disattivarsi invece durante la narrazione dei sogni.

Questo meccanismo fa comprendere come mai i sogni diventano incoerenti anche nella loro narrazione quando si è svegli.

Lo sviluppo di questo modello, consente di aprire nuovi percorsi di comprensione di stati mentali patologici come la psicosi.

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