leucemia cronica, inibizione dei macrofagi!

Leucemia cronica, uno studio del San Raffaele evidenzia nuove strade da percorrere nella cura!

La leucemia cronica è indubbiamente uno dei tumori con il maggior grado di diffusione nel mondo occidentale, per questa ragione esistono molte strutture che studiano la sua diffusione, cercando di individuare dei fattori di crescita nuovi per sviluppare metodologie di cura più efficaci.

leucemia cronica e studio San RaffaeleIl San Raffaele è una di quelle strutture che da alcuni anni, tramite apposite ricerche, cerca di individuare delle strade alternative a quelle attualmente praticate. Con una maggiore comprensione della diffusione di questa patologia tumorale, siamo in grado sicuramente d’intervenire in maniera molto più efficace, garantendo un livello di sopravvivenza maggiore.

Lo studio portato avanti ha preso in esame il ruolo dei macrofagi nello sviluppo della leucemia linfatica cronica. L’analisi dei macrofagi ha messo in evidenza come la diffusione e la crescita delle cellule leucemiche è direttamente influenzata e alimentata dai macrofagi.

Queste cellule sono legate al sistema immunitario e solitamente la loro funzione è quella di difendere il nostro organismo dalle infezioni che lo possono colpire. Lo studio ha anche messo in luce nuove strategie di tipo terapeutico in grado di combattere la relazione tra i macrofagi e le cellule leucemiche.

Questa patologia colpisce ogni anno un campione di popolazione che ha un’età che supera i 60 anni con una frequenza specifica.

Si parla di 10 persone ogni 100.000, il suo sviluppo è caratterizzato dall’accumulo di linfociti B di tipo maligno nella zona del midollo osseo, nel sangue e nei diversi organi presenti nel nostro corpo.

La causa principale dello sviluppo della malattia è legata ai segnali forniti dall’ambiente cellulare chiamato anche microambiente.

Lo studio si è principalmente concentrato sulle interazioni tra le cellule leucemiche e il microambiente, per cercare di individuare delle terapie efficaci per bloccare la diffusione del tumore in questa fase specifica. In alcuni modelli sperimentali hanno potuto vedere come la malattia non progredisca in assenza dei macrofagi.

Questa importante scoperta potrebbe aprire la strada all’utilizzo di nuovi farmaci che blocchino i macrofagi e impediscano lo sviluppo del tumore.

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