Malattie neurologiche: diffuse in occidente!

Malattie neurologiche: sempre più diffuse!

Lo affermano molti studiosi e specialisti, parlando di equilibrio e interconnessione tra mente e corpo. Spesso il sintomo di una malattia, la sua manifestazione parte da una condizione mentale di forte stress. Le malattie neurologiche non sono solo la conseguenza di una predisposizione genetica.

Certamente la componente familiare, la genetica,  sono fattori molto importanti nello sviluppo di una patologia rispetto ad una condizione di salute e benessere personale. Resta il fatto che lo stile di vita che attualmente conduciamo, i forti stress ai quali ogni giorno siamo sottoposti, il carico di lavoro eccessivo o le preoccupazioni possono influenzare direttamente il modo in cui una malattia si può sviluppare.

Viene definito anche ” fattore ambientale”, il modello occidentale di vita non rispecchia da molto tempo una condizione di equilibrio tra quello che ci viene chiesto quotidianamente di fare e il nostro bisogno di stabilità interiore.

Il modello di società nel quale viviamo, definita anche “liquida” perchè completamente priva di punti di riferimento, fortemente orientata alla frammentazione, all’insicurezza e a una condizione di stress continua, agisce in maniera diretta sul nostro corpo e sulla nostra mente.

Il cervello è uno degli organi più complessi e sensibili, adibito a coordinare una serie di molteplici attività che vanno dall’azione, alla parola, al pensiero fino al ragionamento. Proprio per la sua struttura complessa è anche molto delicato, molto più di organi come il cuore, i polmoni o l’intestino.

Malattie neurologiche: l’Italia rispecchia le statistiche!

Le numeriche parlano chiaro, nel mondo occidentale le malattie neurologiche legate al funzionamento del cervello sono in netto aumento, l’Italia da questo punto di vista rispecchia in pieno le statistiche. Attualmente nel nostro paese ci sono almeno 600.000 persone affette da Alzheimer.

Ogni anno  ci sono 120.000 nuovi casi di persone colpite da Ictus. In maniera meno evidente ma con un trend in aumento, i casi di sclerosi multipla e malattie legate alle terminazioni nervose. Le più colpite sono le persone giovani, un quadro impietoso che fa emergere l’urgenza nella ricerca di nuovi trattamenti e farmaci più efficaci per combattere queste patologie degenerative.

Il quarantasettesimo Congresso Nazionale  che si è svolto a Venezia tra il 22-25 ottobre 2016, ha messo in evidenza quanto sia delicato il cervello. La cefalea è una delle forme più diffuse di sintomatologie legate al cervello, addirittura ne soffre almeno il 90 per cento della popolazione che vive in Occidente.

Sclerosi multipla a che punto siamo?

Un recente studio ha evidenziato come la causa della sclerosi multipla potrebbe essere direttamente collegata a un gene che regola la sintesi di una proteina che possiede importanti funzioni di carattere immunologico. La sclerosi multipla è una malattia legata a diversi fattori di carattere genetico e ambientale.

Per questo motivo maggiore è la conoscenza delle cause legate allo sviluppo di determinate malattie, migliori saranno gli approcci di carattere terapeutico che siamo in grado di sviluppare.

La ricerca si basa principalmente sul sequenziamento del genoma sia di individui sani che di persone malate.

Ictus e fibrillazione atriale

L’Ictus è un’ostruzione a livello celebrale di quelle arterie che consentono una corretta ossigenazione del nostro cervello. Si è scoperto che le persone che soffrono di fibrillazione atriale sono maggiormente esposte al rischio di ictus. Quale legame possiamo ritrovare tra un’anomalia nel battito cardiaco e lo sviluppo dell’ictus?

La fibrillazione atriale è un’anomalia nel modo in cui il sangue viene pompato in circolo nel nostro corpo. La non corretta circolazione può favorire l’insorgenza di coaguli che possono arrivare a ostruire arterie che ossigenano il cervello.

Parkinson e scoperta dell’università di Buffalo

La ricerca evolve ed è in grado di scoprire nuove relazioni importanti nel processo di sviluppo di una determinata malattia. La ricerca portata avanti da un gruppo di scienziati di Buffalo è riuscita a riprodurre in provetta ” i classici tremori” del Parkinson che consistono principalmente in una oscillazione dei neuroni in maniera non corretta.

Nel momento in cui il sistema nervoso viene colpito dal Parkinson, quel coordinamento tra i muscoli che hanno contrazioni e che si rilassano viene completamente a mancare. Poter riprodurre questo meccanismo in laboratorio, potrebbe essere molto importante per individuare in futuro una molecola in grado magari di bloccare i tremori.

Lo stato della ricerca in Italia

Nonostante sia evidente che il contributo della ricerca italiana sia fondamentale, non sembra trovare molto spazio sulle testate dei giornali italiani e nelle televisioni. Non è chiaro se questa mancanza sia il frutto di una scarsa attenzione da parte dei giornalisti scientifici o del modo di comunicare degli scienziati troppo complesso per le persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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