RELAZIONE MEDICO PAZIENTE: LA FRONTIERA DELLA RICERCA!

RELAZIONE MEDICO PAZIENTE: UN ASPETTO DELLA RICERCA

Partiamo da una riflessione semplice ma fondamentale per tutte le persone, esperti del settore e non. La medicina e la ricerca sono aspetti importanti ma imperfetti del percorso medico di un paziente. Vuol dire che la medicina non è una scienza esatta, sbaglia, indaga, corregge i propri errori per cercare delle soluzioni, sottovalutando spesso un aspetto molto importante: la relazione medico paziente.

Quando una persona si ammala la prima cosa che fa è quella di consultare un medico per cercare di trovare una soluzione al proprio problema. Il più delle volte ci si aspetta che il medico abbia una soluzione al nostro problema o sappia come affrontarlo.

Non è sempre così, non sempre la persona alla quale ci rivolgiamo ha una soluzione pronta da proporci. Dipende dalla complessità del problema, dall’esperienza della persona che lo deve affrontare, dal suo grado di competenza.

Relazione medico paziente: la ricerca ne ha bisogno!

Ora pensiamo per un attimo a tutte quelle persone che hanno malattie serie, complesse, spesso poco conosciute per le quali non esiste ad oggi una cura specifica: come portare avanti approfondimenti e far evolvere la ricerca?

Qua interviene un fattore spesso trascurato e sottovalutato, se ne parla tanto ma a vuoto. Per poter aiutare una persona in difficoltà, affetta magari da una patologia seria per la quale la medicina ufficiale non ha cure adeguate o risposte, bisogna per prima cosa conquistare la fiducia del paziente.

Quale fiducia può avere una persona in un medico distratto, assente, poco propenso a costruire un rapporto basato sulla fiducia e sulla comunicazione?

Come poter dare credito a una persona che al di là delle analisi, delle indagini che mediche si mostra completamente staccato dall’aspetto emotivo del paziente stesso?

Relazione medico paziente nell’epoca del web 3.0!

I tempi sono cambiati e le persone rispetto a una volta hanno la possibilità di consultare il web alla ricerca di risposte alle proprie domande. La ricerca d’informazioni, la voglia di avere risposte spesso crea un approccio sbagliato.

Si pensa sempre di avere ragione, di aver capito meglio di un medico quello che potrebbe essere il problema che abbiamo.

C’è un errore di fondo in questo modo di ragionare, quello di pensare di saper sempre interpretare nel modo giusto le informazioni che la rete ci mette a disposizione. In presenza di una persona poco sensibile, preoccupata solo di curare il sintomo della malattia ma non il benessere psicofisico del paziente, la reazione del paziente sarà di sfiducia e diffidenza.

Per evitare questo tipo di errore è molto importante ripristinare una tipologia di rapporto paziente-medico che sembra essersi perduto. Da una parte è importante dare il giusto peso a un paziente che non è un medico ma può sicuramente essere una persona informata che legge e vuole sapere le cose.

Dall’altra il paziente, in presenza di un medico preparato che spiega le cose in maniera pacata e professionale i sintomi di una determinata malattia pur non avendo una cura definitiva da proporre, deve fare fiducia al proprio medico curante.

La medicina moderna rispetto al passato ha fatto passi da gigante. Rispetto al passato è in grado di curare patologie che una volta non lasciavano tante speranze alle persone. Ha dimenticato però nel corso del tempo quanto sia importante non solo curare i sintomi di una patologia ma creare anche un rapporto umano con la persona affetta dalla patologia.

 

 

 

 

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