Ricerca sul cancro, ingegneria genetica

Se il cancro è rimasto nel corso del tempo il grande male con il quale combattere, la medicina e la ricerca per fortuna non sono rimaste ferme, molto spesso tramite specialisti in determinati campi, la ricerca sul cancro ha aperto nuove strade, cercando in qualche modo la risposta a tutte le problematiche che le persone affette da cancro hanno.

ingegneria genetica e cellule TLa patologia è odiosa, molto spesso grave e gli approcci terapeutici basati sulla classica a tradizionale chemioterapia e radioterapia non sono sempre i più adeguati.

Per questo motivo la ricerca contro il cancro, deve cercare strade alternative, studi legati magari anche all’ingegneria genetica che cercano di dare risposte specifiche.

ricerca sul cancro, Michael Sadelain

La manipolazione genetica e l’utilizzo di cellule riprogrammate, ha aperto la vita ad un approccio differente, quello legato all’immunoterapia, un segmento specifico della medicina che cerca di dare risposte in termini di distruzione del cancro, stimolando le difese immunitarie che sono presenti nel nostro corpo umano, modificando magari alcune cellule.

La manipolazione genetica e la modifica di alcuni geni, dovrebbe aiutare la risposta immunitaria del nostro corpo, per sostituire farmaci magari efficaci in parte ma dannosi per il nostro sistema immunitario, l’immunologo Michael Sadelain, dal 2007 utilizza l’ingegneria genetica per cercare delle soluzioni ai tumori.

Il suo studio riguarda le cellule T, uno studio fatto sui topi ha dimostrato che un approccio che isola le cellule T, in grado di riconoscere il cancro e a loro volta reiniettate nel paziente, potrebbe dare dei risultati incoraggianti, eppure nel 2007, quando il suo studio è iniziato, ha faticato a trovare pazienti disposti a sottoporsi a questo iter clinico.

La stessa comunità scientifica ha accolto all’epoca con molto scetticismo l’idea che queste cellule T, derivate da processi di ingegneria genetica, potessero realmente essere efficaci nel combattere le patologie tumorali, dai primi risultati di Sadelain e da altri gruppi che hanno utilizzato il suo metodo, si è successivamente dimostrato che esiste una certa efficacia nel combattere alcune forme di leucemia là dove l’approccio tradizionale sembra fallire.

Oggi il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York City, cerca di accogliere le numerose richieste che arrivano da tante persone, interessate a essere incluse nel trattamento che prevede il trasferimento di cellule T.  In occasione dell’ultimo congresso dell’American Society of Hematology (ASH) riunione tenutasi a San Francisco, si sono espresse le preoccupazioni per come creare un trattamento a base di cellule T su larga scala, si è evidenziata la difficoltà di produrre un trattamento personalizzato con l’utilizzo di queste cellule.

Tuttavia si è anche dimostrato, spazzando via i dubbi degli scettici dell’elevato tasso di sopravvivenza di persone che solo una volta avrebbero avuto solo pochi mesi di vita.

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