sequenziamento dna, realmente utile

Si è spesso parlato di sequenziamento dna, una tecnica che può mettere in luce alcune debolezze del nostro dna, resta una domanda fondamentale alla quale occorre rispondere; mappare l’intera sequenza del proprio dna è realmente utile? Serve per comprendere meglio la natura di quello che siamo e di cosa dovremmo essere?

sequenziamento dna, realmente utileL’analisi della quale vogliamo parlare questa sera è legata a una domanda fondamentale, quella che si interroga sulla reale utilità del fare il test del Dna, cambia veramente la vita di una persona? Giuseppe Remuzzi un medico che ha scritto un articolo apparso sul Corriere della Sera, affronta in maniera approfondita il tema del Dna.

sequenziamento dna, articolo di Giuseppe Remuzzi

Fare il test del Dna, non rappresenta solo una possibilità legata alla conoscenza dei punti di forza e di debolezza del nostro codice, può essere utile per cercare di comprendere meglio la predisposizione di una malattia, ricordiamo però a tutti che non esiste alcun automatismo che possa collegare Dna e conseguenza.

I primi a percorrere la strada dell’analisi del Dna sono stati gli americani, una prassi ormai utilizzata spesso e divenuta in America normale, ora anche in Italia si cerca di emulare questa abitudine, cercando di cogliere una tendenza a una esigenza che cresce anche nella popolazione italiana.

sequenziamento dna, strutture presenti in Italia

In Italia sono 4 le strutture in grado di analizzare il Dna, solitamente si limitano all’analisi di solo alcune porzioni di Dna, su richiesta è possibile anche sequenziare l’intero genoma umano, le analisi richiedono però l’acquisizione di una serie di informazioni che vengono richieste al paziente.

DNA

Per effettuare delle analisi approfondite e dettagliate, occorre avere informazioni legate allo stile di vita, agli stati d’animo, alle abitudini alimentari e alla storia familiare del paziente. Il dottor Giuseppe Remuzzi ha deciso di sottoporsi al test del Dna nella sua forma completa.

Questo ha richiesto tempo, nel suo genoma hanno trovato 172.000 varianti, 15.000 quelle rare che condivide con solo il 5% della popolazione, 10 di queste varianti possono avere a che fare con alcune malattie, una variante in particolare di un certo gene, potrebbe far aumentare il rischio d’infarto.

Teorie e analisi ancora non supportate da fatti concreti, forse in futuro queste analisi più precise e perfezionate, potrebbero veramente dirci qualcosa in più.

Categories: News dal Mondo,Ricerca scientifica

Tags: ,

Comments are closed