trapianto cellule staminali e trachea artificiale

La rivista Science da sempre pubblica in maniera seria e attendibile, notizie molto interessanti che riguardano le evoluzioni della ricerca medica, trial medici e esperimenti che possono portare domani a soluzioni che per oggi non ne hanno. Il campo delle del trapianto  delle  cellule staminali è un campo vasto da indagare.

Macchiarini e trachea artificialePaolo Macchiarini può essere considerato da molti un pioniere nell’ambito della chirurgia e degli innesti, parliamo di un italiano che per primo ha sviluppato una tecnica legata all’innesto della trachea artificiale.

Parliamo di una impalcatura di polimeri seminati con le cellule staminali del paziente.

Una tecnica relativamente nuova, un successo dal punto di vista di tutti quei pazienti che hanno subito nel corso del tempo lesioni alla trachea irreversibili.

Tre pazienti hanno fruito di questa tecnica, due di loro sono successivamente deceduti, l’ultimo è in terapia intensiva in un reparto dell’ospedale di Karolinska, dopo 3 anni dal trapianto della trachea.

Bengt Gerdin, professore di chirurgia all’università di Uppsala in Svezia, ha presentato una relazione non favorevole a Macchiarini, partendo dal presupposto che sulla condizione dei pazienti ai quali è stata innestata una trachea artificiale unita a un trapianto di cellule staminali del paziente stesso, non sono stati forniti sufficienti dettagli.

La relazione di Gerdin mette anche in luce come il paziente riammesso in ospedale per controlli successivi all’interno, presenti una relazione favorevole che si basa solo su un arco temporale di un mese. Copre solo il periodo che va dalle sue dimissioni dall’ospedale fino a un mese dalle dimissioni.

Macchiarini risponde affermando di aver acquisito sufficienti elementi probatori della validità della sua tecnica e dello stato del paziente. In ogni caso al di là delle polemiche a distanza, ancora una volta dobbiamo riflettere su un fattore molto importante.

Ancora una volta la ricerca mette in luce due elementi fondamentali sulla quale è basata, da una parte l’innovazione e la presenza di tecniche nuove per affrontare problemi complessi, dall’altra parte esiste in fase iniziale un grado elevato di rischio e incertezza.

Come per il primo trapianto di cuore, il paziente sopravvisse all’intervento pochi mesi, questo però apri la strada per perfezionare questa tecnica fino ai risultati di oggi, allo stesso modo la trachea artificiale e le cellule staminali sono in fase iniziale.

Occorreranno certamente degli anni per arrivare a una tecnica talmente perfezionata da poter dare aspettative di vita lunghe al paziente senza avere grandi problemi di rigetto.

Fonte originale: http://news.sciencemag.org/europe/2015/06/artificial-trachea-researcher-responds-misconduct-report

 

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