Come controllare gli attacchi di rabbia

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Come si possono controllare gli attacchi di rabbia? La risposta corretta è che per riuscire a gestire questi momenti di ira è importante riuscire a identificare quali possano essere i segnali legati al corpo. In questo modo si potranno prendere le dovute distanze da queste dinamiche cercando invece di concentrarsi sulla dinamica della respirazione. Immaginiamo subito l’esempio classico, si ritorna a casa dopo aver trascorso una giornata molto stancante e faticosa. Entrando nella propria abitazione tuttavia trovi un ambiente che risulta essere molto disordinato dove possiamo avere:

  • Ci potrebbero essere delle scarpe che risultano essere sparse nei vari spazi della casa.
  • Si potrebbe avere il tavolo che risulta essere pieno di carte.

L’irritazione tende a crescere nel momento in cui ci si rende conto che magari il proprio partner è rientrato all’incirca tre ore prima. La domanda quindi sorge spontanea e ci si chiede perchè non è intervenuto in tal senso, cercando magari di fare un minimo d’ordine. Il senso di frustrazione che stai percependo dentro tende a crescere, si percepisce un’accelerazione decisa nelle pulsazioni, ad un certo punto di assale una sensazione come di una sorta di crollo.

Ti rendi conto che non sarai più in grado di controllare da questo punto di vista un attacco di rabbia. Certamente alcune dinamiche irritanti appena descritte possono stimolare un attacco d’ira, tuttavia è bene sapere che questo non lo giustifica certamente e in ogni caso si potrebbero produrre delle conseguenze. Per queste motivazioni appena analizzate è sicuramente importante elaborare delle strategie che come tali, ti consentano di ridurre il rischio che la situazione possa crescere maggiormente in intensità.

Parliamo di attacchi di rabbia

Quando parliamo di attacchi di rabbia ci stiamo riferendo a degli episodi nei quali il fatto che da un punto di vista emotivo ci possa essere questa esplosione, potrebbe essere una risposta legata a :

  1. Una delle motivazioni potrebbe essere la frustrazione.
  2. Un’altra delle motivazioni potrebbe essere la rabbia.
  3. Il tutto potrebbe essere legato ad un’irritazione che tende a crescere, ad accumularsi e magari fatichiamo a gestire.
  4. Uno scoppio di rabbia così marcato potrebbe essere simile ad una manifestazione come quella della depressione. In entrambe le casistiche ci troviamo davanti ad una sorta di disagio interno e disfunzionale.

Parliamo di cause

Se dovessimo ricercare quali sono le cause degli attacchi di rabbia, sicuramente non sono legati ad un’unica motivazione. Coinvolgono infatti una serie di fattori di natura psicologica, tra questi abbiamo:

  1. Una delle problematiche alle quali si va incontro è la mancanza di autocontrollo.
  2. Si evidenziano delle difficoltà oggettive nel riuscire a gestire in maniera efficace lo stress.
  3. Si potrebbero evidenziare delle problematiche di frustrazione o un disagio che si è accumulato.
  4. Si potrebbe presentare una mancanza in termini di capacità di comunicare.

Ci possono poi essere delle cause di natura differente, legate magari al consumo di alcol e di alcune droghe che tendono in tal senso ad esasperare la rabbia che si prova dentro.

Fasi legate al processo di accumulo

Partendo dal presupposto che all’apparenza uno scoppio di rabbia ha la caratteristica di essere del tutto imprevisto e improvviso, al contrario invece di quello che si potrebbe pensare, ci sono varie fasi di cui tenere conto. Vediamole insieme:

  1. Si potrebbe andare incontro ad una sorta di accumulo di natura emotiva nel quale si tendono a sperimentare degli accedimenti che hanno la caratteristica di essere fastidiosi che non hanno una risoluzione nel corso del tempo. La fase di accumulo è del tutto graduale, tuttavia potrebbero essere dei momenti nei quali il carico si incrementa causato da eventi di natura specifica. Nel momento in cui non si hanno a disposizione risorse più che valide che consentono di gestire al meglio le emozioni, la tensione improvvisa che si percepisce conduce ad una fase di rabbia molto marcata.
  2. Potrebbe essere legata ad un accadimento che risulta essere scatenante nel quale si produce una dinamica all’apparenza non importante che potremmo definire la classica “goccia che fa traboccare il vaso”.
  3. Si potrebbe produrre la fase di esplosione nella quale ci si rende conto che l’emozione sta avendo un livello di intensità molto marcato, al punto tale che la carica tende ad esplodere con manifestazioni quali gli insulti, la rabbia, dei gesti che risultano essere aggressivi. In questa fase chiaramente non si ragiona, al contrario si agisce d’impulso.
  4. Potrebbe prodursi una fase definita di calma del tutto graduale nella quale tutte le emozioni che hanno innescato questa fase di tumulto, tendono ad attenuarsi.
  5. Potrebbe non accadere tuttavia è una condizione comune quella nella quale la persona tende a percepire un senso di colpa nel momento in cui si rende conto di quello che è realmente accaduto.

Strategie che aiutano a controllare la rabbia

Se riusciamo nel corso del tempo, facendo ovviamente un lavoro su noi stessi che è quello di riuscire a controllare la rabbia che percepiamo dentro, questo per arrivare ad avere una vita che sia basata su un maggiore equilibrio oltre che su relazioni che siano improntate ad un livello di solidità maggiore.

Per prima cosa è molto importante acquisire consapevolezza del fatto che si ha una problematica inerente alla rabbia e al comportamento aggressivo. Riuscire ad assumersi una responsabilità del genere è sicuramente uno dei passi da fare per arrivare ad un mutamento positivo. Un altro fattore importante è quello di dedicare del tempo a delle attività come lo yoga e la meditazione. Un altro fattore importante è quello legato a quelle convinzioni che sono del tutto errate e che vanno da questo punto di vista eliminate il prima possibile.

Ci sono persone che tendono a sperimentare una rabbia molto profonda a causa di situazioni che tendono a ripresentarsi nella vita. Bisogna essere attenti ai segnali che il nostro corpo tende a mandare in termini di mutamenti legati alla respirazione e al tono muscolare.

In alcuni momenti è consigliabile fare un passo indietro nel momento in cui si acquisisce consapevolezza del fatto che il fastidio potrebbe arrivare a dei livelli elevati. Si tratta di una strategia che come tale viene definita del “time out”. L’obiettivo del come controllare gli attacchi di rabbia è lungo e laborioso, motivo per il quale servono tempo, una certa dose di pazienza a la dedizione.

In uno scenario del genere fare psicoterapia può essere una soluzione attraverso la quale si cerca di arrivare al cuore del problema, per capire quale sia il motivo di questa rabbia, cercando di imparare a comunicare in maniera assertiva e migliorando la capacità di risolvere le problematiche.

Sindrome da distress respiratorio acuto