Effetto spettatore : senso di responsabilità

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Quando parliamo di effetto spettatore a cosa ci stiamo riferendo? La risposta corretta è che si parla di responsabilità nel momento in cui una persona magari si trova ad assistere ad un crimine come spettatore e non offre nessuna tipologia di assistenza alle vittime presenti nel caso in cui dovessero esserci ulteriori testimoni.

Da questo punto di vista è importante sapere che si tratta di un fenomeno che è stato analizzato in maniera molto ampia e dettagliata nella psicologia sociale. Cosa accade seriamente? La risposta è che in una situazione che possiamo definire di emergenza, se ci sono molti testimoni, la probabilità che venga fornito in tal senso un aiuto, un supporto è maggiore. In pratica se si è gli unici testimoni di un evento drammatico, ci sono sicuramente più probabilità che si possa ricevere in tal senso un aiuto.

Mancato intervento

Nel caso in cui una persona si dovesse trovare in una situazione specifica, quando ad esempio si concretizza una situazione di emergenza nella quale si assiste ad un evento drammatico, si potrebbe produrre all’interno della persona stessa una sorta di conflitto. Nella mente di una persona, ci sono delle norme di natura etica e morale che ci spingono magari a prestare aiuto ad una persona che ne ha bisogno. Tuttavia allo stesso modo nella persona ci sono anche:

  • Nella mente di una persona sono anche presenti delle paure.
  • Queste paure possono avere una struttura del tutto razionale.
  • Si tratta di paure che possono avere una struttura del tutto irrazionale.

Se per un attimo immaginiamo una persona che può avere questa apparente forma di apatia, in realtà si tratta della paura di un male di natura fisica, del coinvolgimento diretto della persona magari in eventuali successivi interrogatori o eventuali processi. Un’altra dinamica della quale tenere conto è un sentimento come quello della vergogna di avere addosso gli eventuali occhi dell’opinione pubblica o eventuali ulteriori timori che non sono specificati.

Ci possono essere delle circostanze nelle quali le norme definite etiche che magari ci porterebbero a fare un intervento a favore di una persona estranea vengono magari represse, bloccate, del tutto soffocate. Qual’è l’elemento più importante in uno scenario del genere? La risposta corretta è legata alla presenza di altri testimoni che magari in quel momento si trovano nella situazione in cui tendono ad osservare il medesimo accadimento drammatico.

Per quale motivazione si può incorrere in una dinamica del genere? Sicuramente non è un solo fattore ma molteplici, per prima cosa la responsabilità di dare un aiuto ad una persona che risulta essere in difficoltà viene divisa tra più soggetti. Allo stesso modo anche l’eventuale colpa nel caso in cui si dovesse produrre una situazione in cui l’intervento non si produce. Questa dinamica può anche prodursi nel momento in cui in maniera del tutto erronea si pensa che magari già un’altra persona abbia fornito un supporto alla vittima, pur non essendosene accorte altre persone.

Unici spettatori

Se invece la situazione di emergenza che abbiamo descritto siamo gli unici spettatori, chiaramente l’aiuto può provenire solo da noi. Naturalmente ogni persona è libera di decidere se vuole intervenire da questo punto di vista, ovviamente è chiaro che tutte le pressioni in tal senso ricadono sulle sue spalle. Se invece la pressione tende ad essere divisa, ripartita tra più persone, si può produrre una condizione per la quale è molto facile che nessuno da questo punto di vista si muova.

Possiamo in tal senso parlare di ulteriori deterrenti? Si, se il pensiero si cui si sorregge tutta questa struttura non è concentrata su un’unica persona ma su più soggetti, il fatto di non essere in alcun modo intervenuti di fatto rimarrà una colpa condivisa.

Senza che ce ne rendiamo conto, non è sempre detto che il comportamento a livello morale di una persona si muova in senso del tutto libero senza per questo tenere conto di eventuali punizioni o ricompense personali. Per questo motivo è ragionevole fare una riflessione e pensare che nel momento in cui si parla di una responsabilità collettiva, il castigo e la colpa che potrebbero essere collegati da una scelta sbagliata, siano lievi o magari del tutto inesistenti.

In pratica il nostro modo di ragionare ci porta a pensare che qualsiasi persona possa intervenire e non si hanno quindi colpe a non averlo noi stessi fatto.

L’intervento degli altri

L’errore di fondo che facciamo è quello di pensare che essendoci altre persone presenti durante l’accadimento, tendono ad agire magari prima di noi. Ogni persona può pensare in maniera del tutto erronea che già altre abbiano preso l’iniziativa, si siano fatte carico del problema, quindi stiano prestando da questo punto di vista un aiuto ed un supporto.

Per le motivazioni appena viste e analizzate, in una situazione nella quale c’è il coinvolgimento di altre persone che assistono a questo fatto dei quali tuttavia non ci è possibile osservarne il comportamento, ogni persona tende da questo punto di vista a razionalizzare questo meccanismo inerziale con il semplice pensiero che altri sono già pronti a risolvere la problematica.

Se ci sono un numero maggiore di persone presenti è facile che possa prodursi una situazione in base alla quale nessuna delle persone coinvolte tende e muoversi in questa direzione o magari il supporto necessario arrivi in maniera più lenta. Si tratta certamente di un meccanismo che non è piacevole ma la verità è che il rischio oggettivo è che nessuno in questa dinamica si muova in soccorso della persona che è in difficoltà.

Si può provare in maniera oggettiva questa tesi? In realtà si dovrebbe costruire una situazione e una dinamica per la quale si crea ad hoc una situazione d’emergenza, facendo in maniera tale che non avvengano comunicazioni tra i testimoni. L’effetto spettatore si può manifestare in differenti ambiti della vita di una persona.

Per esempio nell’ambito lavorativo si potrebbe assistere a delle ingiustizie commesse sul salario o relativo alle condizioni di lavoro. Per quale motivazione nessuno cerca di intervenire? Il tutto potrebbe essere spiegato citando questo fenomeno. Per una serie di ragioni di vario tipo, la nostra propensione ad aiutare le altre persone in difficoltà tende a diminuire quando la responsabilità di questa scelta è condivisa.

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