Burnout come uscirne

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Il Burnout come si può uscirne? Da questo punto di vista, il primo passo che una persona deve fare ed è probabilmente il più importante è saper riconoscere di avere una problematica del genere. In pratica serve essere consapevoli, bisogna essere in grado di riconoscere questa condizione, non stiamo infatti parlando di un disturbo di natura mentale. Per questo motivo una persona deve essere in grado di individuare il modo personale con il quale si risponde ad una condizione del genere. Questa modalità può coinvolgere:

  • Potrebbe coinvolgere le emozioni.
  • Potrebbe coinvolgere i pensieri.
  • Potrebbe coinvolgere i comportamenti.

Questa condizione è in maniera molto frequente associata al contesto di lavoro, dove magari si sta vivendo un periodo molto stressante, caratterizzato da ritmi molto elevati, eccessivi per molti versi. Il fatto che si fatichi a sostenerli porta una persona a prendere decisioni affrettate, evitare di essere impulsivi è sicuramente una scelta giusta.

Invece di dimettersi è bene riuscire a prendersi una pausa temporanea che ci consente di valutare meglio il nostro stato mentale, le nostre priorità e la direzione nella quale vogliamo andare. Serve sicuramente un recupero di risorse e abilità professionali che ci consentano nel corso del tempo, di riuscire a definire una strategia, un’ipotesi relativa ad un cambiamento in termini di mansioni, di ruoli che ricopriamo all’interno del contesto aziendale. Sicuramente andrà anche valutato con attenzione di poter cambiare l’azienda e capire quanto questa scelta sia in quel momento della nostra vita fattibile.

Azienda e lavoratore

Ora bisogna chiaramente fare un’analisi maggiormente approfondita, cercando di capire cosa può fare un lavoratore dipendente. Si parte dal presupposto che non è in alcun modo possibile fare un’azione che riguarda il contesto organizzativo nel quale si è inseriti, pur sapendo magari che proprio questa dinamica è all’origine del malessere interiore che stiamo vivendo. In tal senso è bene specificare come invece il lavoratore autonomo possa agire sul contesto, perchè ha la possibilità di fare delle correttive.

Diventa molto importante per un lavoratore che è inserito in un contesto aziendale, creare delle linee di confine, in maniera tale che la propria vita privata e quella lavorativa siano separate e gestite in maniera equilibrata, senza per questo correre il rischio che il lavoro invada la dimensione privata.

Un altro approccio corretto da questo punto di vista si basa sul coltivare degli interessi, delle passioni, degli hobby legati al proprio tempo libero. Non è meno importante riuscire a costruire una rete ricca in termini di relazioni sociali. Insomma serve crearsi uno spazio nel quale il lavoro non entri in alcun modo.

Organizzazione Mondiale della Sanità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il burnout come una conseguenza che si produce ed origina nel momento in cui si hanno delle conseguenze legate ad un fattore di stress a livello cronico. Questa dinamica se non viene gestita nel modo giusto sul posto di lavoro, porta una persona ad avere questa condizione.

Se dovessimo tradurre alla lettera questa espressione inglese con cosa la potremmo identificare? Questa espressione significa bruciarsi. Ci sono delle categorie professionali da questo punto di vista più a rischio? La risposta è si, vediamo quali sono:

  1. Una delle categorie a rischio in questo senso sono sicuramente gli psicologi.
  2. Un’altra categoria a rischio da questo punto di vista sono i medici.
  3. Un’altra categoria a rischio da questo punto di vista sono gli infermieri.
  4. Non dimentichiamo gli operatori di comunità.
  5. Un’altra categoria a rischio da questo punto di vista sono gli assistenti sociali.
  6. Non dimentichiamo una categoria come quella degli insegnanti.
  7. Un’altra categoria a rischio da questo punto di vista sono gli educatori.
  8. Non dimentichiamo poi tutte quelle professionalità che sono a contatto con il pubblico come gli operatori di call center, gli addetti alla vendita, avvocati e commercialisti.

Parliamo di sintomi

Quali sono i sintomi di una condizione come quella del burnout? Vediamolo insieme:

  • Uno dei sintomi che il soggetto potrebbe avere è una sensazione di esaurimento da un punto di vista emotivo, fisico.
  • Il soggetto sperimenterà nel corso del tempo un aumento della distanza mentale riguardante il proprio lavoro, si diventa negativi e cinici.
  • Nel corso del tempo, si sperimenta un livello di efficienza che tende a ridursi.

Ci sono una serie di “campanelli d’allarme” che vanno tenuti in considerazione da questo punto di vista e riguardano alcune dinamiche quali la perdita di interesse verso il proprio lavoro che in precedenza ci piaceva. Un’altra dinamica da questo punto di vista che va tenuta in considerazione è legata alla riduzione in termini di impegno che mettiamo nel nostro lavoro. Un altro segnale che non va da questo punto di vista sottovalutato è legato alla diminuzione in termini di entusiasmo. Nel corso del tempo di possono vivere sensazioni quali la frustrazione, un senso di insoddisfazione e l’apatia.

Non bisogna mai dimenticarsi che questa condizione è seria, pur non rappresentando una patologia è sicuramente una condizione da non sottovalutare. In tal senso è bene rendersi conto del fatto che se il livello di stress tende a non diminuire, sicuramente è bene rivolgersi ad uno specialista.

Uno psicoterapeuta che ci possa supportare nel riuscire ad elaborare i propri bisogni, nel riuscire a gestire nel modo giusto le proprie emozioni, nel riuscire ad affrontare nel modo giusto sensi di colpa che abbiamo, un senso di fallimento. Non dimentichiamo poi le insicurezze che potremmo avere, quel senso di perfezionismo che ci porta a promuovere il benessere non solo nell’ambito lavorativo ma anche quello al di fuori del lavoro.

Il burnout e come uscirne è un argomento importante da approfondire, tuttavia per prima cosa, come spesso può accadere alle persone è importante riconoscere di avere una problematica del genere. Se la persona che ne soffre, non acquisisce la giusta consapevolezza, non sarà poi in grado di mettere in atto delle strategie utili e adatte a fare in modo tale che si possa combattere efficacemente.

Il livello di consapevolezza è la prima cosa alla quale bisogna arrivare, una volta che si è compreso di avere un problema, la nostra mente si attiva per cercare delle soluzioni. Certamente molto dipende dal livello al quale siamo arrivati, non è detto di riesca a gestire uno stato del genere in maniera autonoma. Al contrario come detto in precedenza, potrebbe risultare molto importante, consultare una persona idonea a supportarci per ricostruire il nostro benessere.

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