Omeopatia

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Pur non conoscendone a fondo i meccanismi, i principi, la storia e il fondatore, avrete sentito parlare dell’omeopatia. Si tratta di un approccio differente alla medicina tradizionale, che basa la sua efficacia su evidenze di natura empirica. La medicina si basa proprio su questo, su prove oggettive, su trial, su studi e ricerche mediche che testando un farmaco, prima magari su animali e poi sugli uomini, ha modo di capirne gli effetti e l’efficacia. In che modo questo approccio, può costituire un percorso differente ed efficace, nella cura di  una determinata patologia e di sintomatologie in un paziente? Si tratta veramente di un approccio efficace e affidabile, al quale ci possiamo rivolgere, nel momento in cui decidiamo di testare un percorso diverso, che non sia quello della medicina tradizionale? Quali sono le caratteristiche che deve avere un medico omeopata per poter praticare questa approccio, e in che modo cura il paziente?

Cercheremo di rispondere a tutte queste domande, ripercorrendo anche la storia di questo approccio di natura medica differente. Partiamo subito con il dire che esistono alcuni principi sui quali si basa questo approccio. Possiamo intanto iniziare col dire che si tratta di un metodo di cura differente da quello tradizionale della medicina. 

Il suo essere alternativo, si basa anche su un principio che va interpretato e analizzato a fondo. Si parte da un presupposto di natura teorica e anche pratica che vede nelle sostanze che possono causare la comparsa di specifiche sintomatologie in persone sane,  un potenziale di natura curativa con il quale si possono curare i sintomi delle persone che invece hanno specifiche problematiche e magari riuscire anche a ottenerne la guarigione.

In quale modo si approccia al malato questa branca alternativa della medicina? Si basa principalmente sull’utilizzo di composti, sostanze che vengono diluite in maniera piuttosto accentuata. Ad oggi, viene utilizzata per l’approccio e la cura di malattie di vario genere. Esiste una base scientifica, esistono delle evidenze oggettive che possono farci ritenere valido questo approccio alternativo?

In realtà no, se ci dobbiamo basare su studi di natura scientifica che abbiano indagato a fondo gli approcci di natura omeopatica, è bene dire che ad oggi, non ci sono in tal senso evidenze fondate che possano confermare che un metodo di natura omeopatica sia effettivamente valido per curare una specifica malattia, e aiutare un paziente a recuperare la propria salute e magari anche a guarire.

Approcci omeopatici

Ripercorriamo la storia dell’omeopatia, partendo dal fondatore di questo metodo alternativo. Si parla di un medico tedesco di nome Samuel Hanneman che sulla base di un testo scritto all’epoca, ne ha tratto i fondamenti specifici per poterli poi applicare. Uno dei principi cardine di questo approccio metodologico, è basato su una teoria precisa che parte dal presupposto che il simile è in grado di curare il simile. Cosa vuol dire esattamente? Secondo questa teoria, se una sostanza è responsabile in una persona sana di uno specifico disturbo, quella stessa sostanza, utilizzata su un paziente invece che è ammalato e presenta determinati sintomi e una specifica patologia, è in grado invece di curarlo in maniera efficace. 

Questo è il primo principio sul quale si basa, tuttavia esiste anche un secondo principio che è basato sulla diluizione della sostanza che andremo ad utilizzare sulla persona ammalata. In pratica i medicinali che vengono utilizzati negli approcci di natura omeopatica, sono ricavati dal mondo animale, dal mondo minerale e da quello vegetale. Vengono poi preparati sottoforma di gocce, creme, pillole.

Il punto di vista degli omeopati è che le sostanze che utilizzano nella cura dei pazienti, devono essere diluite. Maggiore è il livello di diluizione, più efficaci saranno gli effetti benefici sul paziente e sulla cura della malattia. Quindi il principio attivo contenuto in numerosi medicinali di derivazione omeopatica, proprio per questo motivo, può avere un processo di diluizione talmente accentuato che le sostanze applicate al paziente, possono non avere quasi più per niente, il principio attivo iniziale sul quale si basavano.

Caratteristiche del medico omeopata

Se abbiamo quindi deciso di rivolgerci a un medico omeopata, per un problema di salute specifico ma non vogliamo utilizzare l’approccio tradizionale della medicina, quali caratteristiche dovremo cercare in questo specialista? Quale percorso deve avere obbligatoriamente fatto nella sua vita professionale, per poter essere ritenuto una persona seria e affidabile? Deve avere delle competenze di natura medica derivate dalla medicina tradizionale?

Parlando dei requisiti che deve avere un medico omeopata, la prima cosa è che abbia una laurea tradizionale in medicina. Il secondo elemento molto importante, è che abbia frequentato successivamente un corso di specializzazione specifico. Il terzo requisito è quello di aver fatto un periodo di pratica, ultimo ma non certo per importanza, è bene che sia iscritto all’albo dei medici. In pratica, pur esercitando un metodo alternativo a quello della medicina tradizionale, deve avere una serie di requisiti che ne attestino la preparazione e la serietà, alternando a competenze di natura pratica, una solida preparazione di natura medica. 

Approccio specifico del medico omeopata

Una volta determinati i requisiti di natura medica che deve avere uno specialista in omeopatia, è bene conoscere l’approccio specifico che utilizza con il paziente. Se ci rechiamo da un medico omeopata, per cercare di curare in maniera efficace i sintomi di una malattia, quale tipo di approccio utilizzerà nei nostri confronti?

La prima cosa che farà, avendo una preparazione alla spalle che arriva dalla medicina tradizionale, sarò quello di chiedere al paziente, come sta, quali sono le condizioni generali e il suo stato di salute. Poi, successivamente, il suo approccio sarà diverso. Dalla semplice componente di natura medica, passerà ad un piano più personale indagando la sfera emotiva.

Quindi farà domande che riguardano come il paziente vede se stesso, su quale sia il livello di benessere che avverte, quale fase emtovia sta attraversando, che tipo di vita conduce e quale regime alimentare adotta ogni giorno. Parlando invece degli approcci terapeutici che verranno utilizzati per curare la patologia del paziente, solitamente vengono personalizzati in base al tipo di problematica riscontrata.

Una caratteristica tipica del metodo omeopatico, non è solo quello di utilizzare un approccio personalizzato a seconda del problema medico che il paziente presenta. Un’altra caratteristica è quella legata all’utilizzo specifico dei farmaci omeopatici. Frequentemente, può capitare infatti che vengano utilizzati da persone con problemi differenti, gli stessi medicinali omeopatici.

Gli approcci omeopatici quali malattie curano

I principi del metodo omeopatico, vengono applicati alla cura di numerose malattie, andiamo a vedere nel dettaglio quali sono:

  1. Il metodo omeopatico viene utilizzato per curare forme allergiche come l’asma
  2. Può essere utilizzato per curare problemi di otite
  3. Può essere applicato alla cura di allergie
  4. Se il soggetto soffre di una malattia che riguarda la sua pelle, viene utilizzato l’approccio omeopatico
  5. Si può applicare a persone affette da sindromi depressive
  6. Si può utilizzare per problemi legati a fattori di stress
  7. Viene utilizzato in soggetti che presentano problemi di ansia
  8. Nel caso di individui che hanno problemi di pressione elevata

Tuttavia ad oggi, al di là degli approcci che il medico omeopata utilizza per la cura di determinate malattie, non esistono studi di natura medica attendibili, che siano in grado di confermare l’efficacia nella cura di determinate malattie dei farmaci omeopatici. 

Farmaci omeopatici e loro grado di sicurezza

In generale, i farmaci omeopatici che hanno un elevato livello di diluizione, non presentano controindicazioni specifiche per il soggetto che li assume. Tuttavia c’è il rischio oggettivo che si possano manifestare delle reazioni come ad esempio allergie, o possano avere un livello di interazione in combinazione con farmaci tradizionali.

La preparazione dei farmaci omeopatici, può rivelarsi per esempio dannosa per i bambini, se la diluizione avviene utilizzando una sostanza come l’alcol. Se i farmaci contengono al loro interno principi attivi come lattosio e glucosio, possono essere nocivi per persone che presentano sensibilità a queste sostanze. 

Se una persona ha deciso di abbandonare cure di natura farmacologica tradizionali, per utilizzare magari farmaci di natura omeopatica, è bene che si consulti con il proprio medico.  

Efficacia degli approcci omeopatici

Ad oggi, non ci sono prove o evidenze scientifiche che possano confermare che i principi sui quali si basa l’omeopatia, siano validi. Molti medicinali di natura omeopatica, hanno un tale livello di diluizione, che da un punto di vista scientifico, diventa difficile provare che sia contenuto in quel medicinale, anche solo una minima parte del principio originale sul quale si fondava. 

Anche nei casi in cui gli approcci di natura omeopatica, abbiano dimostrato di avere un minimo grado di efficacia, la scienza tradizionale, lo spiega associandolo all’effetto placebo. Un meccanismo di natura mentale che prevede la somministrazione a un paziente ammalato di una sostanza completamente innocua. Nel malato invece, credendo di ricevere un farmaco che lo possa aiutare, si innesca una reazione di natura psicologica e fisiologica talmente forte, che in alcuni casi, se parliamo ovviamente di malattie che non hanno un livello di gravità elevato, può anche guarire.

Proprio per questo motivo, se una persona ha preso la decisione di rivolgersi a un medico omeopata, abbandonando la medicina tradizionale, sarebbe bene si rivolgesse al proprio medico di fiducia, che potrà sicuramente dargli un parere attendibile. Soprattutto, conoscendo a fondo il quadro clinico del paziente, il suo livello di salute, potrà valutare in maniera più attenta e professionale, se ci sono i presupposti per sospendere una cura tradizionale.

 

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Alessandro Baldini
Web content writer senior, specializzato nella redazione di contenuti nel settore medico, laureato in filosofia a Bologna, corso di specializzazione conseguito allo Ial Web di Udine nel content management, corso conseguito al Cfa di Milano nel 2020, sul web marketing.