Farmaci tranquillanti

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La definzione di farmaci tranquillanti in realtà risulta essere impropria, in ogni caso in tal senso ci si riferisce a una categoria farmacologica che serve a riastabilire in un paziente un grado calma accettabile. In tal senso vengono utilizzati per pazienti che possono soffrire di:

  1. Si parla di soggetti che possono soffrire di una patologia come l’ansia;
  2. Si parla di soggetti che possono soffrire di una patologia come la psicosi.

In tal senso i farmaci di questa categoria non sono identificabili con un’unica categoria univoca ma a loro volta si suddividono in:

  1. Si parla di tranquillanti definiti minori che sono quelli che vengono utilizzati per la cura di pazienti che soffrono di ansia;
  2. Si parla di tranquillanti maggiori e sono quelli che vengono utilizzati per curare e trattare patologie relative al campo delle psicosi.

Obbligatorietà di ricetta medica

A prescindere dal fatto che un paziente venga curato per una forma di patologia come l’ansia e quindi si utilizzeranno i minori oppure venga curato per una forma di psicosi con quelli definiti maggiori, questo gruppo specifico di farmaci necessita per poter essere dato al paziente in maniera obbligatoria di ricetta medica.

Oltre a questo stiamo parlando di un particolare gruppo di farmaci che in quanto tale potrà essere utilizzato dal paziente solo tramite un controllo che dovrà avvenire da parte del medico e all’interno di un percorso di natura terapeutica che ad hoc per il paziente e per la tipologia di problematica della quale soffre.

Parliamo dei farmaci definiti minori

Nel momento in cui si parla di farmaci definiti minori, stiamo parlando di quelli che vengono utilizzati per la cura di disturbi di natura ansiogena. In tal senso il farmaco potrebbe essere impiegato per curare:

  1. Potrebbero  essere utilizzati nella cura degli attacchi di panico;
  2. Potrebbero essere utilizzati nella cura delle fobie;
  3. Potrebbero essere utilizzati nella cura di disturbi di natura ossessiva e compulsiva;
  4. Potrebbero essere utilizzati nella cura di disturbi legati a stress post traumatico.

Da questo punto di vista possiamo anche dire che la definizione tranquillanti può essere sostituita con quella di ansiolitici.

Parliamo di principi attivi

All’interno di questo nutrito gruppo di farmaci possiamo dire che i principi attivi sono differenti perchè diversi sono i farmaci stessi, vediamo insieme quali abbiamo:

  • Parliamo ora delle benzodiazepine che si tratta di un gruppo di farmaci minore che in realtà sono quelli che vengono utilizzati con maggior frequenza nel trattare le problematiche di natura ansiosa. Si tratta di farmaci che in quanto tali hanno degli effetti collaterali? La risposta è che pur essendo considerati e percepiti come sicuri, possono comunque dare effetti collaterali quali:
  1. Il paziente potrebbe soffrire di un livello molto alto di sedazione;
  2. Il paziente potrebbe soffrire di atassia ( si tratta di una tipologia di disturbo nel quale il soggetto presenta delle difficoltà nella esecuzione di movimenti di natura volontaria);
  3. Il paziente in cura con farmaci di natura ansiolitica potrebbe soffrire di depressione;
  4. Il paziente in cura con farmaci di natura ansiolitica potrebbe soffrire di amnesia anterograda ( si tratta di una problematica nella quale il soggetto ha oggettive difficoltà a immagazzinare nuove esperienze mentre ricorda molto bene quelli precedenti al momento in cui la malattia si è manifestata);
  5. Il paziente in cura con farmaci di natura ansiolitica potrebbe andare incontro a una forma di dipendenza da questi;
  6. Il paziente in cura con farmaci di natura ansiolitica potrebbe andare incontro a una forma di assuefazione.

Quali i farmaci appartenenti a questa specifica classe? Vediamoli insieme:

  • In tal senso potremmo avere il lorazepam;
  • In tal senso potremmo avere il diazepam;
  • In tal senso potremmo avere il clonazepam.

 Parliamo di farmaci definiti Ssri

I farmaci definiti Ssri ( inibitori selettivi del reuptake della serotonina) sono un gruppo specifico che vengono utilizzati in generale nella cura della depressione. In ogni caso è anche bene specificare che dei principi attivi contenuti all’interno di questo gruppo hanno anche delle proprietà di natura ansiolitica. Motivo per cui potrebbero essere utilizzati anche per trattare i disturbi legati all’ansia.

Nell’ambito di questa classe di farmaci possiamo avere:

  • Parliamo di paroxetina;
  • Parliamo di escitalopram;
  • Parliamo di citalopram;
  • Parliamo di sertralina.

Ci sono degli effetti collaterali che questi farmaci possono provocare? La risposta è si, tra questi abbiamo:

  • Il paziente potrebbe avere la diarrea;
  • Il paziente potrebbe avere la nausea;
  • Il paziente potrebbe avere delle problematiche di natura sessuale ( definite anche disfunzioni).

 Parliamo dei farmaci definiti maggiori

Ora facciamo un approfondimento su quei farmaci ad azione tranquillizzante definiti maggiori, partendo dal presupposto che vengono impiegati nella cura delle psicosi di vario genere. In tal senso potremmo anche definirli:

  • Farmaci definiti antipsicotici;
  • Farmaci definiti neurolettici.

Quali sono le psicosi più conosciute che possono curare? Possono essere utilizzati per curare la schizofrenia e il disturbo schzoaffettivo. Tra i farmaci che possiamo classificare in tal senso, tutti basati sul loro principio attivo abbiamo:

  • Vengono definite fenotiazenine che svolgono un’azione antipsicotica e tra queste abbiamo la perfenazina, la flulenazina e la clorpromazina;
  • Potremmo avere i butirrofenoni tra questi abbiamo l’aloperidolo;
  • Potremmo avere quelli che vengono definiti derivati benzazepinici che quali la quetiapina, l’olanzapina, la clozapina;
  • Potremmo avere quelli che vengono definiti derivati benzammidici e in questo gruppo citiamo la sulpiride.

Qual’è la loro modalità di azione tipica? Si tratta di farmaci che in quanto tali tendono a ridurre l’azione di quelli che vengono definiti i recettori della dopamina di tipo D2. Parlano invece dei benzazepinici e butirrofenoni questi tendono ad interagire anche con quelli che vengono definiti recettori serotoninergici 5-ht2.

Parliamo di effetti collaterali

Chiaramente come qualsiasi altro tipo di farmaco che viene utilizzato per la cura di patologie specifiche anche questi hanno degli effetti collaterali. In tal senso possiamo dire che:

  • Il paziente nell’assunzione di questi farmaci potrebbe avere problemi di ipotensione;
  • Il paziente nell’assunzione di questi farmaci potrebbe avere problemi di sedazione;
  • Il paziente nell’assunzione di questi farmaci potrebbe avere problemi di legati alla capacità di vedere con relativi disturbi;
  • Il paziente nell’assunzione di questi farmaci potrebbe avere problematiche legate alla vescica;
  • Il paziente nell’assunzione di questi farmaci potrebbe avere problemitiche legate alla sfera sessuale;
  • Il paziente nell’assunzione di questi farmaci potrebbe avere problemi quali i tremori;
  • Il paziente potrebbe andare incontro a una forma di rigidità muscolare;
  • Il paziente potrebbe andare incontro a distonia;
  • Il paziente potrebbe andare incontro a una sindrome definita neurolettica maligna.

Al di là degli approfondimenti fino a questo momento fatti su questa specifica classe di farmaci è bene ricordare che il paziente dovrà avere sempre un canale di comunicazione aperto con lo specialista per verificare nel tempo l’efficacia di una cura a base di farmaci tranquillanti e dei possibili effetti collaterali.

Tremori interni e ansia