Triade di Charcot

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Quando parliamo di Triade di Charcot a cosa ci riferiamo? Si tratta essenzialmente della combinazione di tre segni clinici in quanto tali che possono essere un riscontro piuttosto frequente a patologie differenti, vediamo quali:

  • Si parla in tal senso di colangite acuta;
  • Si parla in tal senso di sclerosi multipla.

Parliamo di colangite acuta

Quando parliamo di colangite acuta, ci stiamo riferendo ad un’infiammazione che si presenta nel segmento dei dotti biliari. Collegata alla triade, il paziente come sintomi potrebbe avere:

  • Una sindrome dolorosa a livello addominale ( che tende a manifestarsi nel quadrante superiore a destra);
  • Un’altra problematica alla quale il paziente potrebbe andare incontro è l’ittero;
  • Il paziente potrebbe diventare piretico, con relativi brividi.

Tuttavia è bene dire che i sintomi appena descritti, quando sono presenti in contemporanea, potrebbero anche essere collegati ad un’altra patologia che si chiama colangite sclerosante in forma primitiva.

La triade potrebbe anche manifestarsi nel caso in cui un paziente soffre di una patologia come la sclerosi multipla o altre tipologie di patologie neurologiche. In tal senso la presenza di questi sintomi potrebbe indicare la presenza di:

  • Potrebbe trattarsi di una forma di nistagmo ( si tratta di un movimento del tutto involontario relativo agli occhi che tende ad essere ripetitivo, rapido e del tutto involontario);
  • Potrebbe presentarsi una problematica definita tremore intenzionale;
  • Potrebbe presentarsi una problematica definita in tal senso disartria ( si tratta in tal senso di una diffcoltà che interessa la fase di articolazione delle parole).

  Parliamo di cause

Quali possono essere le cause che portano un paziente a sviluppare una sintomatologia del genere? Vediamolo insieme:

  • Una delle cause che potremmo identificare come comune è la colangite sclerosante.

Parlando invece di cause in tal senso definite rare abbiamo:

  • Potrebbe trattarsi di calcoli nella zona della cistifellea;
  • Potrebbe trattarsi di una forma definita sclerosi multipla.

 Colangite sclerosante in forma primitiva

Quando parliamo di colangite sclerosante primitiva a cosa si stiamo riferendo? Si tratta di una patologia che interessa i dotti biliari intraepatici o extraepatici. Si tratta di una patologia diffusa? La risposta è no, al contrario è rara, c’è un’età specifica nella quale si può manifestare? L’arco temporale di riferimento in tal senso è compreso tra i 25 anni e i 45 anni, tuttavia potrebbe manifestarsi anche in età pediatrica. Un altro dettaglio molto importante da sapere è che in maniera frequente potrebbe essere collegata a patologie di natura cronica a livello intestinale in maniera particolare abbiamo:

  1. Si parla di una patologia intestinale come la rettocolite ulcerosa;
  2. In forma più rara potrebbe manifestarsi un’altra patologia definita Morbo di Crohn.

Cosa accade ai dotti? Si tratta di tubicini nei quali passa la bile, una sostanza molto importante per la digestione dei grassi. Cosa accade a questi dotti? Tendono a indurirsi o a restringersi se si tratta per esempio di sclerosi. Questo avviene perchè si assiste a una progressiva cicatrizzazione (definita fibrosi) delle pareti dei dotti. Questo cosa causa? In tal senso è bene dire che si crea una sorta di ostacolo al passaggio della bile, come conseguenza di questa problematica il paziente tende a sviluppare la cirrosi epatica.

Tra le altre conseguenze che il paziente potrebbe avere troviamo l’ipertensione, questa condizione può avere una sola soluzione; un trapianto di fegato.

Parliamo di cause ipotetiche

Quali possono essere le cause ipotetiche che portano una persona a sviluppare una problematica del genere? Ad oggi la medicina moderna non è ancora riuscita a trovare delle cause specifiche, proprio per questo motivo viene utilizzato il termine idiopatico, in tal senso il significato è legato ad una causa che non si riesce a riscontrare con gli attuali mezzi diagnostici che abbiamo a disposizione. Alcuni studi scientifici sono riusciti a evidenziare un collegamento con una disfunzione a livello immunitario, confermata in tal senso dalla relazione con patologie autoimmuni inerenti l’apparato digerente quali:

  • Si parla di colite ulcerosa;
  • Si parla di morbo di Crohn;
  • Si parla di pancreatite cronica;
  • Si parla di sarcoidosi.

 Parliamo di sintomi

Per prima cosa è bene dire che la patologia potrebbe avere una progressione nel corso del tempo senza che sul paziente si manifestino sintomi di alcuna sorta. Se si tratta invece di una malattia in fase più avanzata, i sintomi potrebbero essere:

  1. Il paziente potrebbe avere un dolore che coinvolge la zona dell’addome;
  2. Il paziente potrebbe avere la febbre;
  3. Il paziente potrebbe avere la diarrea;
  4. Il paziente potrebbe andare incontro a una perdita di peso;
  5. Il paziente potrebbe avere uno stato di debolezza;
  6. Il paziente potrebbe sviluppare inappetenza;
  7. Il paziente potrebbe avere prurito;
  8. Il paziente potrebbe avere ittero ( ingiallimento che interessa la pelle, la sclera che è la parte bianca dell’occhio).

Nel momento in cui la malattia tende a progredire, in termini di complicazioni quelle maggiormente frequenti sono:

  • Si parla di processi infettivi a livello batterico;
  • Si parla di insufficienza a livello epatico;
  • Si parla di cirrosi epatica;
  • Si parla di ipertensione definita portale;
  • Si parla di denutrizione;
  • Si parla di osteoporosi;
  • Si parla di cancro ai dotti biliari;
  • Si parla di cancro al colon.

Approccio diagnostico

Qual’è il corretto iter diagnostico al quale si deve sottoporre il paziente? La risposta corretta è che il paziente dovrà essere sottoposto a una serie di esami, tra questi quello del sangue che servirà a controllare quale sia l’attuale funzionalità a livello epatico anche per effettuare una ricerca di anticorpi diretti contro la famiglia dei globuli bianchi chiamati neutrofili.

Il paziente verrà sottoposto a esami di radiologia, in tal senso possiamo citare la colangio-pancreatografia con risonanza magnetica che permette di visualizzare quale sia lo stato dei dotti biliari. L’esame alternativo al quale il paziente potrebbe essere sottoposto è la colangio-pancreatografia-retrograda-perendescopica che aiuta a verificare quale sia lo stato attuale dei dotti biliari.

In alternativa si potrà valutare una biopsia epatica che valutare le cellule e i tessuti che verranno analizzati in laboratorio.

Approcci curativi

Purtroppo ad oggi la medicina moderna non è ancora riuscita a trovare delle terapie valide, la soluzione che dà veramente un livello di garanzia maggiore è il trapianto di fegato. Per ridurre la sintomatologia si utilizza l’acido ursodesossicolico che consente di ridurre un fastidio come il prurito ma non frena l’evoluzione della malattia.

Se il paziente è denutrito, l’alimentazione viene integrata con vitamine liposolubili quali la vitamina A, D, E e K.

  1. Gli antibiotici verranno somministrati al paziente per ridurre il rischio che possano prodursi infezioni batteriche relative alla cistifellea;
  2. L’approccio chirurgico si baserà sull’utilizzo di stent, palloncini che verranno inseriti dove si ristringono i dotti per consentire la dilatazione delle pareti;
  3. L’approcco chirurgico consentirà di rimuovere le sezioni che hanno in corso un processo occlusivo;
  4. Il trapianto di fegato è la soluzione risolutiva per una patologia come la colangite sclerosante primitiva.

Considerazioni finali

Se un paziente dovesse avere la triade di Charcot, la cosa più importante a livello medico sarà quella di determinare per quali motivazioni e quali siano le cause in tal senso.

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Alessandro Baldini
Web content writer senior, specializzato nella redazione di contenuti nel settore medico, laureato in filosofia a Bologna, corso di specializzazione conseguito allo Ial Web di Udine nel content management, corso conseguito al Cfa di Milano nel 2020, sul web marketing.