Cellule staminali ematopoietiche, nuove frontiere

Fino a questo momento, i bambini affetti da malattie rare come leucemie molto serie, dovevano attendere in caso di trapianto del midollo osseo, un donatore compatibile, il problema è legato molto spesso ai tempi di attesa che possono diventare molto lunghi, questo accorcia di fatto le speranze di poter trovare un donatore in tempi giusti.

cellule staminali ematopoietiche,donazione cellule staminali,donare cordone ombelicaleFortunatamente la sperimentazione e la ricerca, compiono ogni giorno passi da gigante in tal senso, ora secondo una recente scoperta è possibile che uno dei genitori affetti da leucemie rare, possa donare il proprio midollo ai figli, la nuova tecnica è stata sperimentata all’ospedale Bambino Gesù.

Cellule staminali ematopoietiche, nuova tecnica

La possibilità di donare il proprio midollo, avviene tramite la sperimentazione di una nuova tecnica di manipolazione cellulare, in questo modo è possibile utilizzare anche uno dei genitori come donatore per il midollo osseo del quale il bimbo malato ha necessità, vediamo ora nel dettaglio cosa prevede la tecnica.

In realtà si parte da un presupposto diverso, non è previsto un espianto di midollo osseo ma il prelievo di sangue venoso periferico, in pratica si preleva del sangue da una vena del braccio, successivamente avviene in laboratorio la lavorazione di queste cellule.

Cellule staminali ematopoietiche, separazione delle cellule

Durante l’analisi in laboratorio del sangue prelevato e delle relative cellule, avviene una separazione a livello cellulare, in pratica vengono nettamente separate le cellule definite cattive, quindi dannose per l’organismo del paziente ricevente, mentre vengono mantenute intatte quelle cellule definite buone e idonee all’organismo del paziente.

Parlando di cellule buone ci riferiamo ai linfociti, cellule che hanno la funzione di proteggere il paziente dall’insorgenza di possibili infezioni, la manipolazione cellulare potrebbe essere da questo punto di vista una nuova frontiera, consentirebbe  di poter prelevare da qualsiasi donatore cellule da poter poi riutilizzare a scopi terapeutici.

Attualmente la tecnica è stata sperimentata su un totale di 23 bambini, con risultati soddisfacenti, attendiamo con speranza i possibili sviluppi futuri.

 

 

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