ricerca, sofferenza e vittoria

Sembra un paradosso ma le cose stanno proprio così la ricerca trova la sua spinta nella sofferenza, là dove ci sono persone che sviluppano delle patologie rare e particolari , la ricerca si muove per cercare delle soluzioni e dei farmaci efficaci che siano in grado di dare delle risposte effettive.

ricercaDal momento in cui una patologia molto rara viene scoperta e la ricerca scientifica si muove per trovare delle soluzioni, passano degli anni in cui si sperimenta sui topi da laboratorio e solo successivamente sull’uomo. Questa seconda fase avviene solo quando si ha una certa sicurezza sulla cura e si hanno elementi oggettivi che dimostrano la sua efficacia sull’uomo.

La fase della sperimentazione umana chiamata anche trial dura solitamente degli anni e prevede la sperimentazione del farmaco su persone ammalate. Gli effetti benefici sulla salute del paziente e anche eventuali effetti collaterali sono documentati in maniera rigorosa, questo per consentire un utilizzo successivo della medicina relativamente sicuro.

Per quanto la ricerca possa essere rigorosa e il più approfondita possibile esistono delle variabili che sono legate ai soggetti che andranno ad assumere il farmaco. Esiste una componente umana soggettiva di tolleranza al farmaco che si può esprimere in una sorta di rigetto dello stesso.

Per questo motivo negli ultimi anni la ricerca si è spostata verso la cura e la sperimentazione di farmaci intelligenti, in grado tramite una sorta di manipolazione genetica, di agire direttamente sul problema senza toccare altri meccanismi molto importanti del corpo umano.

Sia in Italia che all’Estero la ricerca scientifica combatte ogni giorno una battaglia con il tempo, le patologie sono vaste e complesse quanto lo è il corpo umano, le cure richiedono anni e anni di test. Non sempre anzi quasi mai la ricerca riesce a venire incontro a quell’urgenza che il malato ha di guarire e di poter curare in maniera efficace la propria patologia.

In ogni caso dobbiamo continuare ad avere fiducia nelle persone che nell’ambito medico sono animate da buone intenzioni e veramente vogliono fare del bene. Mantenere però sempre uno spirito critico e un senso di riflessione è quello che deve sempre essere presente nella nostra mente.

Non esistono cure miracolose e neanche soluzioni immediate, quello che veramente è serio richiede tempo e pazienza. Purtroppo non sempre questo viene incontro alla sofferenza di chi è ammalato e vuole guarire o almeno avere una speranza. In ogni caso il tempo è il vero alleato della ricerca medica, solo il tempo, gli anni che passano rendono efficaci cure che debellano o almeno curano patologie che oggi sembrano non dare speranza.

Internet è sicuramente una fonte immensa di informazioni e molto spesso ci aiuta a metterci in contatto con branche della medicina che altrimenti non conosceremmo. Resta però il fatto che per quanto il web sia utile, ogni informazione va vagliata con attenzione.

Non basta leggere, informarsi e avere una buona base per poter dire di avere trovato una cura alternativa. Tutto deve essere supportato da prove e evidenze scientifiche, dietro ci devono essere medici che spendono la loro vita e la loro preparazione al servizio della medicina stessa.

Poi troveremo medici aperti e pronti a valutare strade alternative, ne troveremo altri arroganti e chiusi nel loro sapere, questa è la variabile umana, l’uomo è un essere imperfetto che commette errori. Probabilmente nell’ambito medico ancora di più ma questo non deve limitare la nostra fiducia in quelle persone che sono animate da nobili intenzioni.

Ci sono in ogni angolo del mondo e per fortuna fanno del bene.

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