disturbi del comportamento alimentare : cosa sono

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Oggi parliamo di una serie di problematiche che interessano una discreta quantità di persone, i disturbi del comportamento alimentare, sono patologie complesse che riguardano il modo in cui la persona concepisce il rapporto con il cibo e il proprio corpo.

Se vogliamo essere ancora più precisi, possiamo dire che chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, ha per prima cosa una percezione completamente distorta del cibo, del peso corporeo e di come vede la sua immagine, il suo corpo quando si guarda allo specchio.

Cerchiamo di capire ora nel dettaglio, come si comporta una persona che soffre di disturbi del comportamento alimentare. Per prima cosa, nutre una preoccupazione sproporzionata per il proprio peso, ha un’immagine del proprio corpo non aderente al reale.

Chi soffre di disturbi alimentari ha una bassa autostima

Solitamente le persone che soffrono di disturbi di natura alimentare, hanno un livello di autostima molto basso, tuttavia non è sempre facile identificare con certezza patologie come disturbi del comportamento alimentare. Questo perché spesso, le persone che soffrono di queste patologie, presentano altre sintomatologie fisiche o psicologiche.

Si recano magari a un pronto soccorso lamentando la presenza di un diffuso stato di ansia, con magari frequenti sbalzi di umore. Unitamente a questi problemi di natura psicologica, il paziente lamenta problemi di natura fisica. I problemi fisici sono sempre il risultato di una condotta di natura alimentare non corretta, alterata e distorta.

Il paziente adotta nel caso di questa patologia alimentare, adotta stili alimentari completamente errati, si parla di situazioni in cui si sottopone volontariamente a pesanti restrizioni di natura alimentare. Oppure possiamo trovare una situazione completamente contraria, nella quale il paziente consuma quantità di cibo troppo grandi.

Disturbi del comportamento alimentare: non solo in presenza di un basso peso corporeo

Spesso, nel cercare di identificare questo tipo di patologia, si pensa erroneamente che sia sempre legata alla presenza di un peso corporeo non adeguato, molto basso, questo in realtà è uno sbaglio. Il disturbo di natura alimentare si può presentare anche in soggetti che hanno un peso corporeo ritenuto normale.

Quindi condizioni fisiche come un peso normale, uno stato di sovrappeso, fino a una obesità grave, possono essere comunque condizioni che indicano la presenza di questa patologia. Quali sono i rischi in cui va incontro una persona che non cura adeguatamente i disturbi questa patologia?

Questa patologia se non curata nei tempi giusti, può diventare una condizione permanente per il soggetto che ne soffre. Il rischio a cui si va incontro, è quello di danneggiare in maniera irreversibile i vari apparati del corpo e gli organi adibiti al funzionamento degli stessi. Parliamo dell’apparato gastrointestinale, cardiovascolare, dermatologico, il sistema nervoso centrale.

Anoressia nervosa: mortalità elevata

All’anoressia nervosa, viene attribuita un tasso di mortalità che è 5 volte maggiore rispetto a quella di persone che sono sane della medesima età e dello stesso sesso. Come si manifesta l’anoressia nervosa? Esistono dei criteri in base ai quali è possibile definire la presenza di questa patologia, vediamoli insieme.

Il soggetto che è affetto da anoressia nervosa, generalmente presenta una serie di sintomi specifici, vediamo quali:

  • Uno stato di magrezza molto accentuato, si rifiuta nella maggior parte dei casi, di cercare di mantenere un peso corporeo al di sopra di una soglia considerata accettabile.
  • Manifesta sempre un forte timore: quello di ingrassare, pur presentando un aspetto fisico emaciato, pallido e avendo un evidente problema di sottopeso.
  • Si preoccupa eccessivamente per il proprio aspetto fisico e per il proprio peso corporeo, se gli viene fatto notare che c’è un evidente problema di peso, rifiuta di prendere in considerazione di avere un problema serio.  

Anoressia nervosa e manifestazioni psicologiche

Le persone che soffrono di anoressia nervosa, possono manifestare vari problemi di natura psicologica. Ne sono stati classificati alcuni che possono dare decisamente un aiuto nella diagnosi di questa patologia. 

  • La depressione è presente in queste persone in percentuali che variano dal 25% e possono arrivare fino all’80 %. Questo stato psicologico si può riscontrare sul paziente anche alla completa guarigione da questa forma di anoressia.
  • Il paziente può presentare degli stati di ansia piuttosto accentuati. 
  • Disturbi legati alla personalità. Parliamo di persone che possono manifestare disturbi nella sfera del comportamento come ad esempio atteggiamenti ossessivi o compulsivi.

Un problema di salute pubblica

I disturbi alimentari sono diventati un problema di salute pubblica, soprattutto per anoressia e bulimia, in questi ultimi anni, si è assistito ad un progressivo abbassamento dell’età in cui si possono presentare. Purtroppo sono sempre più frequenti le diagnosi in età preadolescenziale e addirittura nell’infanzia.

Un problema da non sottovalutare, il fatto che una patologia del genere si manifesti in maniera così precoce sui bambini, rischia di compromettere un sano sviluppo sia biologico che psicologico, con gravi conseguenze sia sul corpo che sulla mente. Si parla addirittura di danni permanenti alle ossa e al sistema nervoso.

L’unico modo per combattere in maniera efficace queste patologie, consiste oggi in una diagnosi precoce e in una stretta collaborazione tra più figure professionali quali psichiatri, pediatri, dietisti, psicologi e psicoterapeuti.

Presenza di disturbi del comportamento alimentare: come accogliere i pazienti in pronto soccorso

I pazienti che presentano disturbi di natura alimentare, possono recarsi a un pronto soccorso manifestando vari tipi di sintomi, questi possono essere sia di natura psicologica che di natura organica. Sicuramente rivolgersi a un pronto soccorso può essere un modo per ricevere una forma di aiuto per questi soggetti.

Tuttavia per chi opera in queste strutture, per eseguire una corretta diagnosi, e quindi poter aiutare il paziente, esistono delle linee guida in base alle quali è possibile muoversi per essere tempestivi nel prestare loro un valido aiuto? 

Per fare una corretta valutazione di queste sintomatologie, è importante non solo fare una visita accurata, ma anche acquisire se presenti, su un percorso di cura che il paziente ha già intrapreso per curare questa patologia. In modo particolare si deve fare un approfondimento che coinvolga personale medico che conosce già la storia del paziente perché si tratta di una fonte molto importante.

Quali sono invece gli ambiti che coinvolgono il personale del  pronto soccorso nel momento in cui ci si trova in presenza di un paziente che soffre di disturbi del comportamento alimentare? 

  1. La prima area critica con la quale il personale del pronto soccorso si troverà a doversi confrontare, è legata alla perdita di peso corporeo del paziente e le tempistiche relative alla perdita di peso.
  2.  Se si tratta di un paziente di sesso femminile, la frequenza del ciclo mestruale è un altro fattore molto importante
  3. Il paziente manifesta preoccupazioni per il proprio peso, per la forma del suo corpo e il controllo sull’alimentazione
  4. Il paziente ha paura di ingrassare anche se si trova in uno stato di evidente sottopeso
  5. Il paziente ha adottato uno stile alimentare suo personale, basato di fatto su regole dietetiche molto rigide. Riduce le porzioni, salta i pasti, conta le calorie.
  6. Tende a bere poca acqua, non reidratandosi a sufficienza
  7. Il paziente si procura vomito che si autoinduce

Come porsi con un paziente che presenta questi sintomi

Una volta che il paziente che soffre di disturbi alimentati si è recato al pronto soccorso, ci sono una serie di comportamenti che il personale medico e infermieristico può adottare per aiutare il soggetto. Per prima cosa quando il paziente racconta la propria storia clinica, è bene mostrare un atteggiamento empatico.

Bisogna capire che i disturbi che lamenta, sono spesso l’espressione di un problema psicologico, non della volontà del paziente. Serve ascoltare con attenzione la storia del paziente, cercando di creare il più possibile un dialogo aperto e positivo. 

Come deve porsi la famiglia, quali sono i segnali?

Mettiamoci ora nei panni di un genitore, quali sono le informazioni di cui deve essere in possesso per riuscire a gestire al meglio una situazione del genere? Quali sono i segnali che possono comunicare a un genitore l’inizio di un disturbo legato alla nutrizione e all’alimentazione?

Non è sempre facile stabilire il confine tra una dieta e l’insorgere di un disturbo di natura alimentare. Vediamo alcune situazioni in cui è possibile cogliere con più chiarezza i segnali. Due indizi che possono sicuramente aiutare un genitore sono legati al modo drastico in cui il regime dietetico viene cambiato e alla costanza con cui viene messo in atto.

Un calo di peso improvviso e rapido, in una persona che è in evidente stato di sovrappeso, può essere un sintomo da prendere in considerazione. I disturbi legati alla nutrizione spesso si accompagnano a alterazioni marcate nel comportamento. Se sospettate che vostro figlio soffra di un disturbo del comportamento alimentare, è bene confrontarsi parlandone con tutte le figure di riferimento che sono presenti nella vita di vostro figlio.

Confrontarsi quindi con gli insegnanti, con altri componenti della famiglia, è molto importante anche sentire il medico di base o il pediatra che ha in cura vostro figlio. 

I segnali molto marcati che indicano un possibile disturbo del comportamento alimentare

Potete notare dei cambiamenti umorali piuttosto drastici, in poco tempo. Il pianto può diventare una condizione che il soggetto presenta di frequente. Ci possono essere stati di rabbia molto alti, per questo motivo diventa difficile comunicare con il soggetto, tutto questo crea un clima di tensione in famiglia.

Il soggetto non riposa bene la notte, fino al punto di soffrire di insonnia. Ci possono essere segnali fisici oltre a quelli già descritti, come improvvisi dolori al petto, difficoltà di natura respiratoria, aritmie cardiache, gonfiori alle gambe o sensazioni di formicolio. 

Disturbi della sfera alimentare: come comportarsi come genitori

Se vostro figlio presenta un disturbo del genere, la prima cosa che dovete pensare è che siamo in presenza di un disturbo complesso, per questo motivo non aspettatevi che passerà dall’oggi al domani. Soprattutto a tavola, cercate di evitare il classico errore di parlare solo di cibo. Dovete cercare di instaurare un dialogo che si basi su altri argomenti.

Occorre distogliere l’attenzione di vostro figlio dal cibo, vissuto già come un momento molto problematico. Dovete accettare il fatto che potrebbe trascorrere quel momento non mangiando per nulla. Infatti vive già il momento del pranzo o della cena con una carica di ansia piuttosto accentuata. Discutere in maniera animata di fronte a lui sul problema del cibo o con altri familiari, può stimolare una reazione da parte sua molto negativa: quella di rifugiarsi sempre di più nella propria malattia.

Dove posso rivolgermi se un mio familiare presenta un problema del genere?

Se un nostro familiare o nostro figlio soffre di questa patologia alimentare,  la prima cosa da fare è quella di rivolgersi al proprio medico di famiglia o pediatra. Bisogna cercare aiuto presso centri specializzati nella cura dei Disturbi della Nutrizione. Sono centri che basano il loro intervento su un approccio legato a più fronti.

Parliamo quindi di un approccio terapeutico in cui intervengono lo psicologo, lo psichiatra, un nutrizionista. Solo in questo modo è possibile costruire un percorso che punti veramente alla guarigione.

Conclusioni finali

I disturbi del comportamento alimentare, sono patologie legate al mondo occidentale, se volete avere ulteriori delucidazioni e approfondimenti, potete recarvi sul sito del Ministero della Salute, dove potrete trovare una serie di guide approfondite, in formato pdf, dove sono spiegate le linee guida e ci sono tutti gli approfondimenti che abbiamo utilizzato per scrivere questo articolo.

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=63&area=Disturbi_psichici. Incollate il seguente link nel vostro browser e vi condurrà direttamente sull’argomento di cui abbiamo parlato.