Vitamina D e sole

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La vitamina d e il sole sono un connubio molto importante per consentire al nostro corpo di assorbirne la quantità giusta. In questo modo potremo garantire al nostro organismo un buon livello di salute a livello di ossa, un buon livello di salute a livello di sistema nervoso oltre che alla circolazione. Se pensiamo all’estate da questo punto di vista siamo sicuramente avvantaggiati, infatti avvalendoci dell’azione dei raggi solari, siamo in grado di poter immagazzinare una buona scorta per questo elemento molto importante per il nostro organismo. Durante il periodo invernale, questo accumulo positivo tende a calare molto, infatti il nostro corpo è decisamente esposto in quantità minore all’azione dei raggi solari oltre che al processo di assorbimento a livello di pelle.

Autunno e luce solare

Durante la stagione autunnale e quella invernale in maniera specifica la luce del sole tende a diminuire. Le giornate stesse tendono ad accorciarsi, i raggi del sole non possono penetrare e raggiungere la pelle, perchè a causa delle temperature più rigide, la maggior parte del nostro corpo è coperta da indumenti. Quant’è importante per l’organismo di una persona la vitamina D? La risposta corretta è che si produce la necessità di avere questa vitamina per consentire una corretta assimilazione del calcio, serve per le difese di natura immunitaria, oltre che per il sistema nervoso. Ragionando in termini percentuali è importante sapere che il novanta per cento della quantità di vitamina d, viene prodotta tramite il sole, mentre il restante dieci per cento viene invece assorbita dal nostro corpo attraverso il cibo.

Parlando della stagione autunnale e di quella invernale è bene sapere che le giornate sono tendenzialmente più brevi, oltre al fatto che l’intensità della luce solare tende a calare in maniera drastica. Quali sono le conseguenze alle quali va incontro il nostro corpo? La risposta corretta è che si produce una carenza di vitamina D che potrebbe essere maggiormente marcata o magari minore. Questa problematica tende ad aumentare con l’avanzare dell’età. Infatti una persona che ha un’età superiore ai 60 anni, tende a produrre una quantità di vitamina D che risulta essere inferiore almeno quattro volte minore rispetto ad una persona che ha un’età intorno ai 20 anni.

Parliamo di variabili che influenzano la produzione

Se dobbiamo valutare quelle che sono le variabili che tendono a influenzare le scorte che il nostro corpo è riuscito ad immagazzinare durante il periodo dobbiamo parlare di:

  •  Uno dei fattori dei quali dovremo tenere conto è l’esposizione alla luce solare ( se minore o maggiore).
  • Un altro fattore del quale dovremo tenere conto è il regime alimentare.
  • Un altro fattore del quale dovremo tenere conto è il fattore età.
  • Un altro fattore del quale dovremo tenere conto è se fumiamo.
  • Un altro fattore del quale tenere conto è il peso corporeo della persona, se nella norma o magari si parla di persone in sovrappeso.
  • Un altro fattore del quale dobbiamo tenere conto è se introduciamo nel corpo una quantità eccessiva di alcol.
  • Bisogna tenere conto di patologie come la Celiachia.
  • Bisogna tenere conto di patologie come il morbo di Crohn.
  • Bisogna tenere conto di problematiche come l’osteoporosi.
  • Bisogna tenere conto di problematiche come l’iperparatiroidismo.

In realtà è bene sapere che i fattori da tenere in considerazioni sono innumerevoli, non solo l’esposizione alla luce del sole, possiamo anche parlare di una serie di concause che possono influenzare la capacità che si ha di riuscire a metabolizzare oltre a sintetizzare questa vitamina.

Per questa motivazione nel soggetto potrebbero fare la loro comparsa dei segnali che mettono in evidenza come potrebbe esserci una carenza in tal senso, vediamo quali sono:

  • Uno dei segnali in tal senso è la debolezza di natura muscolare.
  • Un altro segnale è legato alla presenza di dolori a livello osseo.

Esposizione solare durante l’autunno

Parlando di raggi solari è bene sapere che l’essersi esposti durante la stagione estiva, non consente in tal senso di avere una scorta sufficiente al punto tale da riuscire ad affrontare la lunga stagione invernale. Come affrontarla dunque durante questo periodo specifico dell’anno? La risposta corretta è che durante la stagione invernale, sarebbe molto utile esporre la parte superiore del tronco, nello specifico viso, collo e braccia per una tempistica di almeno trenta minuti.

Alimenti e vitamina D

Quali sono invece gli alimenti che aiutano la persona a ridurre il rischio di avere una carenza di vitamina D? Vediamoli insieme:

  • Uno degli alimenti che può aiutarci ad incrementare il livello di vitamina D sono i pesci grassi come il dentice, il merluzzo, l’orata, il palombo e la sogliola.
  • Altri alimenti che possono aiutare il soggetto in tal senso sono il latte, i latticini, i formaggi.
  • Un altro alimento che aiuta ad accrescere il livello di vitamina D è la carne di maiale.
  • Un altro alimento che aiuta ad accrescere il livello di vitamina D è il fegato di manzo.
  • Un altro alimento che aiuta ad accrescere il livello di vitamina D è l’olio di fegato di merluzzo.
  • Un altro alimento che aiuta ad accrescere il livello di vitamina D il tuorlo d’uovo.
  • Un altro alimento che aiuta ad accrescere il livello di vitamina D sono i funghi.

Carenza di vitamina D

Se l’organismo di una persona dovesse avere una carenza di vitamina D, si produce una situazione nella quale non ci sono quantità sufficienti di calcio e fosfato, queste aiutano al mantenimento delle ossa sane, quindi si potrebbe produrre un disturbo a livello di ossa che nei bambini viene definito rachitismo e negli adulti viene definito osteomalacia.

Osteomalacia

Quando parliamo di osteomalacia a cosa ci stiamo riferendo? Si tratta di una patologia che interessa le ossa nella quale non ci sono le quantità sufficienti di minerali, come conseguenza abbiamo il fatto che le ossa sono più fragili e suscettibili a fratture, malformazioni e sindromi dolorose.

Le persone che soffrono di questa condizione lamentano dolori a livello osteo articolare, una riduzione a livello di forza muscolare, una possibile deformità della ossa, una difficoltà nella fase di deambulazione. Il processo diagnostico viene basato sull’analisi in termini di storia clinica del paziente, su esami a livello di laboratorio, su indagini a livello radiografico.

L’approccio terapeutico invece si fonda sul fornire al paziente un giusto dosaggio di vitamina D, che verrà fornito per via orale o in alcune casistiche tramite via endovenosa. Durante la stagione estiva, la vitamina D è legata all’esposizione solare, risulta quindi importante utilizzare i raggi solari per riuscire ad incrementarne le giuste quantità, mentre durante la stagione invernale si potranno assumere alimenti che consentano di accrescerne la quantità, approfittando magari delle belle giornate per esporsi al sole.

Idratare la pelle