Spotting in menopausa

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Quando parliamo di spotting in menopausa a cosa ci stiamo riferendo? Si tratta essenzialmente di perdite di natura emorragica che durante il periodo definito menopausa la donna in teoria non dovrebbe avere. Questo può avvenire in donne che magari da alcuni anni non hanno più il ciclo mestruale. Per prima cosa è bene ricordare ad ogni donna che non si tratta di una condizione che deve mettere in allarme, in ogni caso si renderà necessario rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia per fare degli opportuni approfondimenti in tal senso. Ci sono delle cause specifiche che innescano in una persona una manifestazione del genere? Prima di approfondire questa tematica è bene sapere che le perdite emorragiche vanno controllate con attenzione. In modo particolare si dovrà valutare con attenzione quale sia il colore specifico di queste perdite. Infatti potrebbero essere:

  • Il colore della perdita emorragica potrebbe variare da un colore rosa a un colore marrone
  • In tal senso potremmo definire due periodi specifici legati a queste perdite. Potrebbe trattarsi di una fase precedente alla menopausa oppure potrebbe trattarsi di una fase definita pre-menopausa

Parliamo della pre-menopausa

Cerchiamo ora di approfonire il periodo della pre-menopausa, partendo dal presupposto che in questo specifico periodo le perdite alle quali potrebbe essere soggetta una donna possono avere delle variazioni relative al colore. Potrebbero quindi mutare il proprio colore originario che è rosa e diventare di colore rosso o marrone.

Se nella donna dovesse prodursi una condizione del genere di cosa stiamo parlando? Essenzialmente si tratta di alterazioni a livello ormonale che di fatto rendono evidente il fenomeno dello spotting. Se dovessimo invece parlare di quelle che sono le cause che si innescano nel periodo di pre-menopausa, potremmo sicuramente dire che questo fenomeno è la diretta conseguenza delle alterazioni a livello ormonale che tendono a prodursi nell’organismo della donna. Essenzialmente queste fluttuazioni di natura ormonale, possono riguardare due ormoni specifici, vediamo quali sono:

  • Potrebbe trattarsi di una fase di alterazione ormonale innescata da una quantità esigua di estrogeni presenti nell’organismo femminile
  • Potrebbe trattarsi di una fase di alterazione ormonale innescata da una quantità esigua relativa al progesterone

Se si tratta invece di una problematica che si manifesta durante la fase iniziale della menopausa, la causa è legata alla quantità insufficiente di ormoni estrogeni presenti nell’organismo della donna. Quando tendono a cessare delle manifestazioni del genere? Quando la donna entra in menopasa e il ciclo a tutti gli effetti termina in maniera definitiva, in un arco temporale pari a sei mesi, queste manifestazioni dovrebbero cessare in maniera del tutto definitiva all’incirca sei mesi dopo la cessazione definitiva del ciclo mestruale.

Ciclo mestruale terminato da un anno

Da questo punto di vista è importante dire che se il ciclo mestruale è di fatto cessato da più di un anno, in teoria episodi di spotting non dovrebbero più presentarsi. In tal senso quindi la donna dovrebbe notare che non sono presenti più macchie di colore scuro, rosa o marrone visibili su indumenti di natura intima.

Questo è un segnale che non va in alcun modo sottovalutato, se queste macchie dovessero invece presentarsi, allora sarà consigliabile rivolgersi a un ginecologo. Questo consulto si renderà necessario in presenza di:

  1. Le perdite emorragiche di sangue sono piuttosto consistenti
  2. Le perdite emorragiche tendono a manifestarsi per un periodo piuttosto lungo
  3. Potrebbe trattarsi di perdite di natura emorragica che si presentano in seguito a rapporti sessuali
  4. Potrebbero essere perdite che tendono a manifestarsi nel caso in cui la paziente sta magari prendendo farmaci per ridurre l’entità della sintomatologia legata alla menopausa

Perdite emorragiche e stress

Non dimentichiamo poi un fattore come lo stress, un soggetto che sta vivendo un periodo particolarmente pesante della sua vita, potrebbe avere perdite di natura emorragica collegate a fattori di stress. Questa variabile si può presentare sia in fase di pre-menopausa sia in tra un flusso mestruale e l’altro.

Perdite emorragiche dopo la menopausa

Quali sono le cause specifiche che possono innescare spotting in periodi come quelli legati alla menopausa o in periodi come quelli legati alla fase di pre-menopausa? Si parla di cause piuttosto eterogene, vediamo quali sono:

  1. Potrebbe trattarsi di un processo di natura infiammatoria
  2. Potrebbe trattarsi di una terapia alla quale la paziente si è sottoposta molto forte
  3. Potrebbe trattarsi di alterazioni legate all’apparato genitale femminile che coinvolgono zone come la vagina e l’utero
  4. Potrebbe trattarsi di alterazioni legate all’apparato genitale femminile che possono produrre forme neoplastiche come il cancro all’utero

Proprio per questo motivo è importante fare delle indagini diagnostiche approfondite che serviranno a escludere la presenza di situazioni più serie. Chiaramente per poter intervenire nella maniera più adeguata, si renderà necessario una comprensione certa e approfondita di quelle che sono le motivazioni profonde che innscano questo fenomeno.

Ad oggi la medicina moderna ha stabilito con certezza che una delle motivazioni principali per le quali si può presentare questa problematica, nella maggior parte dei casi è legata a fluttuazioni di natura ormonale legata a estrogeni. Queste variazioni a loro volta possono innescare delle alterazioni che riguardano la struttura dell’utero. Queste possono emergere magari con sintomi come quello delle perdite emorragiche, tuttavia questa non è l’unica casistica che potrebbe manifestarsi nella donna.

Parliamo di terapia a base di ormoni

Le perdite emorragiche potrebbero essere la conseguenza di una terapia a base ormonale alla quale la donna si sta sottoponendo. Si parla in tal senso di terapia ormonale sostitutiva. In tal senso nei possibili effetti collaterali potremmo trovare le perdite emorragiche. Per quale motivo in una donna si origina una condizione del genere? In linea generale possiamo dire che è il risultato di una terapia a livello ormonale nella quale i dosaggi tendono a essere eccessivamente elevati.

Da questo punto di vista sarà quindi molto importante rivolgersi al proprio ginecologo segnalando questa problematica, in maniera tale che il medico calmieri la terapia e riequilibri il dosaggio ormonale in maniera tale che si possano evitare di innescare nella donna eventuali perdite emorragiche.

Parliamo di atrofia nella zona dell’endometrio

Un’altra condizione alla quale la donna potrebbe andare incontro a una problematica definita atrofia dell’endometrio. Qual’ è la causa di questa condizione che la donna sviluppa? Essenzialemente si tratta di problemi legati a una carica ormonale che non è più presente in quantità adeguate nella donna. In tal senso viene anche definita come abbassamento del livello di estrogeni.

Gli estrogeni presenti in quantità eccessivamente basse, possono innescare nella donna:

  1. La donna potrebbe iniziare a soffrire di quella che viene definita secchezza vaginale
  2. La donna potrebbe iniziare a soffrire una sorta di riduzione dello spessore delle pareti della vagina
  3. Queste condizioni possono nel corso del tempo innescare perdite emorragiche importanti nella donna

Parliamo di iperplasia dell’endometrio

Si potrebbe produrre, in seguito all’innalzamento dei livelli di estrogeni associati e livelli piuttosto bassi di progesterone una condizione che viene definita iperplasia dell’endrometrio. Le pareti dell’utero tendono ad inspessirsi. Questa modificazione nel corso del tempo potrebbe innescare un tumore all’utero.

Parliamo di polipi

Lo spotting in menopausa potrebbe anche essere causato dalla presenza di polipi che si possono trovare nella zona della cervice dell’utero o nell’utero stesso. Queste condizioni potrebbero innescare le perdite emorragiche. Pur trattandosi di manifestazioni con struttura benigna, dovranno comunque essere tenute sotto controllo e monitorate per evitare che possano complicarsi.

Come si effettua la diagnosi

Qual’ è l’iter corretto a livello diagnostico? La sola visita medica specialistica potrebbe non essere sufficiente o per meglio dire il medico potrebbe decidere di sottoporre la paziente a ulteriori indagini di natura diagnostica, vediamo quali:

  1. Il medico potrebbe decidere di sottoporre la paziente a un esame chiamato dosaggio ormonale
  2. Il medico potrebbe decidere di sottoporre la paziente a un esame chiamato ecografia transvaginale volta a determinare quali possano essere le eventuali cause che innescano nella paziente la perdita emorragica

Dosaggio ormonale

Come avviene il dosaggio ormonale? Solitamente viene effettuato sottoponendo la paziente a un prelievo di sangue. Parliamo di un’analisi che viene fatta per riuscire a capire se sono presenti delle alterazioni sostanziali legate al rilascio di ormoni nella paziente. Cosa prevede nello specifico questo esame? Sostanzialmente serve a misurare il livello di ormoni presenti nel flusso sanguigno a livello di concentrazione. In tal senso è bene dire che le anomalie che si potrebbero rilevare sono essenzialmente due, vediamo quali:

  1. Durante l’analisi della concentrazione ormonale potrebbe essere rilevata una quantità di ormoni eccessiva rispetto agli standard abituali
  2. Durante l’analisi della concentrazione ormonale potrebbe essere rilevata una quantità di ormoni minore rispetto agli standard abituali
  3. La quantità di ormoni in eccesso o in difetto potrebbe di fatto mettere in evidenza dei problemi legati ai livelli di ghiandole di natura endocrina

Quali sono gli ormoni che verranno analizzati nel momento in cui si effettua questa analisi? Vediamoli insieme:

  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzato un ormone chiamato aldosterone
  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzati un ormone chiamato calcitonina
  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzati un ormone chiamato cortisolo
  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzati un ormone chiamato progesterone
  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzati un ormone chiamato estradiolo
  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzati un ormone chiamato prolattina
  • Durante la fase di analisi del dosaggio ormonale, potrebbe essere analizzati un ormone chiamato testosterone

Ecografia transvaginale

Si tratta di un esame che ha una caratteristica specifica: non è invasivo. Si tratta di un esame con un grado di utilità piuttosto elevato, consente infatti di avere una panormica dettagliata di organi quali:

  • L’ecografia consentirà di avere un buon livello di dettaglio dell’utero
  • L’ecografia consentirà di avere un buon livello di dettaglio delle ovaie
  • L’ecografia consentirà di avere un buon livello di dettaglio delle tube di Fallopio

Qual’è il meccanismo sul quale si basa l’ecografia transvaginale? Principalente sfrutta le onde sonore, proprio per questo motivo non ha alcun livello di pericolosità per il paziente e non causa neanche dolore. Solitamente viene eseguita in maniera contestuale alla visita dal ginecoloso e si basa sull’introduzione di una sonda ad ultrasuoni che verrà inserita nella vagina della paziente. Si tratta di un esame standard e univoco?

No in realtà si tratta di un esame che può essere di due differenti tipologie, vediamo quali:

  1. Potrebbe trattarsi di un’ecografia transvaginale di primo livello, in questo caso si tratta di un esame che viene eseguito in maniera contestuale alla visita ginecologica
  2. Potrebbe trattarsi di un’ecografia transvaginale di secondo livello, in questo caso si tratta di un esame che viene eseguito successivamente all’esecuzione del primo esame. In questo caso è il medico che vuole fare degli approfondimenti ulteriori per avere una serie di dati ancora più precisi da analizzare

Ulteriori approfondimenti

Una volta determinata quale possa essere con una certa sicurezza la causa del sanguinamento, si procederà a valutare quale sia il trattamento più idoneo legato al paziente, sempre previo consulto di approfondimento con il medico specialista. Da questo punto di vista gli interventi realizzabili potrebbero essere:

  1. Se si tratta di polipi, si procederà tramite intervento chirurgico alla loro eradicazione
  2. Se si tratta di un problema di atrofia endometriale, si potrà intervenire con una cura basata su farmaci
  3. Se si tratta di una problematica legata a iperplasia endometriale, si potrà ricorrere a una cura basata su progesterone. In alternativa si potrà eseguire un intervento chirurgico chiamato isterectomia

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